Non dimentico quando la Fallaci perseguitava la destra. Ecco perché non mi unisco al coro di elogi

sabato 21 marzo 14:01 - di Maurizio Gasparri

Oriana Fallaci è una delle più elogiate scrittrici e giornaliste italiane. In molti ne citano opere e gesta. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato Matteo Salvini. In effetti, la Fallaci prima di morire scrisse opere che fecero scalpore, come la sua invettiva contro il fondamentalismo islamico dura e certamente più che condivisibile. Eppure, io non mi sono mai unito al coro degli elogi, forse perché condizionato dal tempo e dalla memoria.

Quando la Fallaci era specialista di “trame nere”

Nel 1977 un gruppo di amici, Gli amici del vento, con Carlo e Marco Venturino, Cristina Costantinescu e Guido Giraudo, scrissero molte canzoni che esprimevano o la rabbia e la disperazione dei giovani di destra, o lo spirito ironico con cui dissacravano alcuni luoghi comuni. Una delle canzoni che ebbe più successo, ai Campi Hobbit e non solo, fu Trama nera. Con quella canzone si prendevano in giro tutti quelli che davano inesorabilmente la colpa ai fascisti di qualsiasi sventura. Le trame nere, appunto, che venivano scovate ovunque, a ragione ma il più delle volte a torto. Una specialista in materia era proprio Oriana Fallaci.

Nulla si cancella e nulla si dimentica

La canzone a un certo punto, con il suo tono beffardo, diceva: “Trama nera, trama nera, sol con te si fa carriera”. In un altro verso, dopo aver detto che qualsiasi malefatta era da attribuire ai fascisti, diceva: “Se intervisteranno poi l’Oriana, vedrai che giurerà di averli visti”. E sì, perché Oriana Fallaci era una delle più implacabili accusatrici della destra, in ogni momento ed occasione. Io non ho dimenticato quella Fallaci lì, perciò non ho mai espresso parole di elogio e di plauso nei confronti di una scrittrice diventata post mortem quasi un simbolo di quella cultura occidentale. Non posso cancellare la Fallaci fidanzata del comunista greco Panagulis, la Fallaci che perseguitava con i suoi articoli la destra. Resto con il tono ironico e beffardo degli “Amici del vento” e non elogerò né ora né mai Oriana Fallaci. Anzi, mi indigno ancora per tutte le cose che aveva scritto negli anni ’70-80. Nulla si cancella. Nulla si dimentica.

Commenti

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  • Loly 22 marzo 2020

    Bravo, Onorevole Gasparri. Mi associo. Mai apprezzato la Fallaci, che ha infangato la nostra immagine di persone per bene. Era ora che una voce autorevole lo ricordasse. Grazie

  • cerioni 22 marzo 2020

    Bravo Maurizio condivido i tuoi pensieri

  • Adolfo Zauli 21 marzo 2020

    Bravo Gasparri. Essendo del ’57 e avendo vissuto in prima persona quei tempi, apprezzo molto il coraggio che manifesti uscendo dal gregge che un giorno sì e uno no elogia questo triste personaggio come fosse un’eroina. Ma di che?

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