Morto a Parma Massimo Zannoni, docente e uomo di cultura. Si oppose allo scioglimento del Msi

lunedì 9 marzo 19:19 - di Alessandro Amorese 
Addio a Massimo Zannoni. Se n’è andato improvvisamente uno di quei personaggi sulle cui gambe camminava la storia. Ho avuto la fortuna di conoscere, frequentare ed apprezzare Massimo Zannoni, parmense, presidente e a animatore del Circolo Corridoni. In queste ore gli amici comuni mi chiedevano se vivesse solo. Non proprio, anzi, per niente. Perché vivere in un vero e proprio museo significa accompagnarsi giorno dopo giorno con la storia.

Zannoni non era rautiano ma seguì Rauti

Perché Zannoni era soprattutto un uomo di cultura oltre che un docente. Nella sua casa da una parte si poteva respirare la storia del fascismo, della seconda guerra mondiale e della Repubblica Sociale di cui Massimo possedeva intere collezioni di quotidiani  e riviste. Alcune davvero introvabili, tanto che qualche anno fa scrisse un libro sulla stampa nella Rsi, una autentica bibbia per storici e appassionati.

Era esperto di Rsi e di guerra civile spagnola

Massimo Zannoni variava dalla storia della destra del secondo dopoguerra ad un’altra delle sue grandi passioni, la guerra civile spagnola (era legatissimo all’Ancis). Non mancavano però scaffali dedicati alla Guerra Fredda e al calcio. Tifosissimo crociato da sempre, presidente di club, è stato tra gli ideatori e gli animatori del museo del Parma (che lo ha salutato con un comunicato). Ma ancora arbitro di pallavolo, divoratore di fumetti e grande viaggiatore (era stato recentemente in Corea del nord).
Politicamente impegnato e rispettato da tutti, si iscrisse giovanissimo alla Giovane Italia e poi al Msi, frequentando nel ’68 il Fuan bolognese. Andava orgoglioso di essersi sempre occupato della formazione culturale dei giovani e di aver fatto parte dell’unica Federazione del Msi che non votò lo scioglimento del partito e quindi contro alla svolta di Fiuggi. Mai stato rautiano, seguì invece Pino Rauti nella Fiamma Tricolore.
Ma i suoi capolavori sono la vitalità del Circolo Corridoni che aveva iscritti in tutta la penisola con i suoi incontri culturali del sabato pomeriggio in una sede così calda e vissuta. E poi Orizzonti, il trimestrale del circolo che esce ininterrottamente da decenni, quasi un unicum a destra. Metteva tutto se stesso in questi progetti, metteva a disposizione tutto il suo archivio ed il suo sapere. A Parma lo conoscevano anche per aver insegnato Lettere a migliaia di studenti, tra questi Gigi Buffon con il quale si sentiva spesso.
Un giorno mi donó la sua collezione dell’Italiano di Pino Romualdi. Ora che molti di noi siamo un po’ orfani senza Zannoni, cercheremo di ringraziarlo anche non facendo scemare quello in cui credeva e quello che faceva. In Massimo Zannoni le due cose andavano di pari passo.
(Foto Marco Brioschi)

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  • angiolo 10 marzo 2020

    Sit tibi terra levis, camerata.

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