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Mazzetti (FI): il settore tessile verso il baratro, adeguare il credito di imposta

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  1. Adriano Chiodero ha detto:

    Buongiorno, il tessile e in particolare la tessitura,non e’ mai stato tenuto in considerazione a favore dei paesi a basso costo di produzione.Questo ha provocato la delocalizzazione delle grandi aziende con la seguente chiusura di buona parte dell’indotto.Pensate ai contoterzisti senza tutele e con basso potere contrattutale,sono stati penalizzati prima dai loro clienti e poi anche dallo Stato che ha sempre prosciugato i loro ristretti margini con le Tasse e burocrazia.No la produzione tessile non ha scampo e sara’ presto annientata.Grazie

  2. AIUTI ECONOMICI ha detto:

    Buongiorno il settore tessile ha perso fatturato per oltre un mese si prospettano aiuti ad imprese con almeno 20 dipendenti per 7000 Euro con credito d’imposta per far fronte ai costi dei DPI. Facciamo presente che ad oggi le cassa integrazioni non sono arrivate. Alla riapertura si fatica a mantenere una produzione dimezzata al 50% con i costi correlati senza prospettive di un allargamento economico geo-politico che permetta alla manifattura di approviggionare le materie prime chiuse dai mercati internazionali di scambio, con una guerra commerciale preesistente al coronavirus data da Cina – America. Gli aiuti dal decreto CURA ITALIA sono stati inesistenti per le PMI. Facciamo l’esempio per i 25000 Euro da richiedere alle Banche no!
    Occorre una presa di coscienza maggiore diversamente il settore verrà surclassato da paesi a minor costi di manodopera distruggendo totalmente il tessuto produttivo e imprenditoriale. Grazie.

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di Redazione - 26 Marzo 2020