Mazzetti (FI): il settore tessile verso il baratro, adeguare il credito di imposta

26 Mar 2020 15:02 - di Redazione

Il settore tessile e abbigliamento su scala nazionale sta lentamente dirigendosi drammaticamente verso il baratro. Come registrato già dai dati diramati dalla Camera Nazionale della Moda italiana in soli due mesi dall’inizio del 2020 si sono registrate perdite per 1,8%. E purtroppo, ad oggi, i dati sono sottostimati. Questo ramo dell’industria italiana, il secondo per produttività, si trova in un momento storico di profonda crisi che non si registrava dal 2009.

Il settore tessile rischia di non risollevarsi

“E’ bene essere consapevoli drammaticamente della portata e della gravità della situazione attuale. – dichiara la parlamentare di Forza Italia Erica Mazzetti –  Questo stato delle cose ci rende consapevoli che senza un intervento immediato di iniezione di liquidità che copra la perdita del fatturato le aziende del settore non riusciranno a riaprire dopo il periodo di emergenza”.

“L’attuale Credito di Imposta emesso e certificato dall’Agenzia delle entrate va adeguato alla gravità della emergenza odierna. E va reso subito monetizzabile presso gli Istituti di Credito come un assegno firmato dallo Stato Italiano. Senza queste caratteristiche non serve allo scopo e non consente di anticipare la Cig ai dipendenti. I quali dovranno aspettare mesi per lo stipendio e non potranno avere le stesse garanzie dei dipendenti pubblici innescando una pericolosa discriminazione sociale.”

Le proposte da attuare subito

Forza Italia ritiene, dice ancora Mazzetti,  che per aiutare il settore sia fondamentale concedere liquidità sospendendo le regole di Basilea oppure come da più parti richiesto congelando i rating al prossimo 31/12/2019, prevedendo inoltre una sburocratizzazione del sistema attuale ed un accesso immediato quindi alla Cassa Integrazione. Inoltre va definito subito un rinvio di tutte le normative che impattano sul mondo produttivo con la possibilità di lavorare per tutte le aziende che sono in sicurezza, senza creare loro nuovi ostacoli,

“Un settore trainante come quello tessile per il nostro Paese, non può oggi essere abbandonato. Comprendiamo l’urgenza inevitabile delle misure restrittive per la nostra salute e sicurezza, ma il governo oggi più che mai stimolato da Forza Italia, non può permettersi di lasciare indietro nessuno. Ci dobbiamo rialzare tutti. Insieme. Senza distinzioni. Altrimenti non avremo capito cosa vuol dire agire in modo solidale”.

Commenti

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  • Adriano Chiodero 27 Maggio 2020

    Buongiorno, il tessile e in particolare la tessitura,non e’ mai stato tenuto in considerazione a favore dei paesi a basso costo di produzione.Questo ha provocato la delocalizzazione delle grandi aziende con la seguente chiusura di buona parte dell’indotto.Pensate ai contoterzisti senza tutele e con basso potere contrattutale,sono stati penalizzati prima dai loro clienti e poi anche dallo Stato che ha sempre prosciugato i loro ristretti margini con le Tasse e burocrazia.No la produzione tessile non ha scampo e sara’ presto annientata.Grazie

  • AIUTI ECONOMICI 13 Maggio 2020

    Buongiorno il settore tessile ha perso fatturato per oltre un mese si prospettano aiuti ad imprese con almeno 20 dipendenti per 7000 Euro con credito d’imposta per far fronte ai costi dei DPI. Facciamo presente che ad oggi le cassa integrazioni non sono arrivate. Alla riapertura si fatica a mantenere una produzione dimezzata al 50% con i costi correlati senza prospettive di un allargamento economico geo-politico che permetta alla manifattura di approviggionare le materie prime chiuse dai mercati internazionali di scambio, con una guerra commerciale preesistente al coronavirus data da Cina – America. Gli aiuti dal decreto CURA ITALIA sono stati inesistenti per le PMI. Facciamo l’esempio per i 25000 Euro da richiedere alle Banche no!
    Occorre una presa di coscienza maggiore diversamente il settore verrà surclassato da paesi a minor costi di manodopera distruggendo totalmente il tessuto produttivo e imprenditoriale. Grazie.