L’Umbria chiede 60 respiratori. Ne arrivano 10, utilizzabili 5. FdI protesta

lunedì 23 Marzo 19:43 - di Redazione
Umbria, attrezzature

“Dei 10 ventilatori inviati all’Umbria per la terapia intensiva, quasi tutti sembrano inutilizzabili. Si provveda subito con una fornitura funzionante in grado di supportare la sanità umbra”. Così in una nota i deputati di Fratelli d’Italia, Emanuele Prisco e Franco Zaffini.

Alla richiesta della presidente Tesei al governo di fornire 60 ventilatori per la terapia intensiva – prosegue la nota dei due deputati umbri – è seguita una fornitura di soli 10 ventilatori: 2 per uso domiciliare, 3 portatili, senza batterie e con grafiche in cinese e soltanto 5 utili per i posti fissi di rianimazione di cui 3 richiedono addirittura  di essere modificati e adeguati”. 

I deputati di FdI dell’Umbria protestano

“Se i ventilatori non arriveranno in tempo utile – proseguono Prisco e Zaffini – si vanificherà lo sforzo della Regione Umbria per non farsi trovare impreparata ad ulteriori emergenze e dare ai cittadini umbri le migliori risposte possibili. Di questo abbiamo  anche informato immediatamente il ministro Speranza.

La situazione nella Regione: 16 morti

In Umbria 577 persone risultano positive al virus Covid-19, i guariti sono 5 di cui 4 nella provincia di Perugia e 1 in quella di Terni. I deceduti sono 16: 10 nella provincia di Perugia e 6 in quella di Terni. Questo dai dati aggiornati alle ore 8 di oggi. Dei 577 pazienti positivi, 19 sono di fuori regione: nella provincia di Perugia i positivi sono 424 e 132 in quella di Terni: sono ricoverati in 148, 115 sono residenti nella provincia di Perugia e 25 in quella di Terni, 8 sono di fuori regione. I ricoveri nell’ospedale di Perugia sono 64, 37 in quello di Terni, 21 a Città di Castello, 25 a Pantalla, 1 a Spoleto. Dei 148 ricoverati, 42 sono in terapia intensiva, 21 nell’ospedale di Perugia, 14 in quello di Terni, 6 a città di Castello, 1a Pantalla. Le persone in osservazione sono 2274: di questi, 1570 sono nella provincia di Perugia e 704 in quella di Terni. Sempre alla stessa data risultano 1884 soggetti usciti dall’isolamento, di cui 1414 nella provincia di Perugia e 470 in quella di Terni. Nel complesso entro le ore 8 del 23 marzo, sono stati eseguiti 3561 tamponi.

(Foto di repertorio Ansa di infermieri al lavoro in ospedale)

 

Commenti

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  • Pino 24 Marzo 2020

    Respiratori? Questo è quanto accade quando mancano i cervelli pensanti alla guida del paese. Si esternalizza tutto e poi non hai più nulla di tuo quando ti serve. Chiariamolo sui mezzi di informazione quale ‘itinerario’ ha portato in italia questi cadaveri per metà cinesi; quanti sono stati sostituiti da occulte mani nelle strade che hanno dovuto seguire per far arrivare qui questa spazzatura sfilandone il buono sostituendolo con il pattume scartato da altri. Non solo ci danno ‘elemosina’ ma ci prendono anche per il c… ! Sono stati sterilizzati ? Saranno utilizzati senza verificare? Quali laboratori sono in grado di compiere correttamente la revisione? Se attivati correttamente gli specialisti usati in una azienda delle tante esistenti nel paese sono in grado di assemblare nuovi respiratori. I due sanitari che parlano, desolati fra di se sono di fronte ad un lifepak cardiografo defibrillatore portatile, non un ventilatore. Sputtanare platealmente e pubblicamente quello che accade dietro queste pelose operazioni di facciata. In Italia, brevetti escludendo, esistono le aziende che possono riconvertirsi su quella produzione, come per tutto il resto. Ma, se conte gestisce il copasir, quando caz.. lo sapremo? MAI ! E’ Mattarella l’ostacolo da elidere, poi una ad una cadranno altre teste. Quando un paese è in emergenza deve pensare in autarchia e programmare il futuro. Riapprpriarsi dei brevetti venduti o copiati dai nostri competitori così come hanno fatto e fanno in cina è la strada breve per l’obiettivo!