Lo scivolone di Zanda sulla “vendita” di Montecitorio. Rampelli: “Una follia, spero smentisca”

sabato 28 marzo 16:07 - di Redazione
rampelli

Stavolta Luigi Zanda ha parlato senza connettersi con il buon senso. Oppure l’intervistatore di Repubblica ha frainteso  le parole del senatore. E tesoriere del Pd.

Rampelli: “Spero che Zanda smentisca”

“Ci auguriamo davvero che l’intervista rilasciata dal senatore Zanda sia un colossale equivoco. Mi auguro che smentisca”. Così  Fabio Rampelli replicando alla proposta dem. Di dare in pegno per la ricostruzione post-coronaviru spalazzo Montecitorio e palazzo Chigi. “Avvisiamo il senatore Zanda, e il Pd se avallasse la sua stravaganza, che i beni d’Italia non devono essere disponibili.Men che meno i beni culturali, che hanno anche un enorme valore simbolico. O i palazzi delle istituzioni repubblicane”. “Tuttavia – continua il vicepresidente della Camera – questo scivolone ci fa capire tante cose. Ci ricorda che gli errori clamorosi fatti dalla sinistra post-comunista e neoliberista in questi decenni sono frutto di scelte precise. Vendere, vendere tutto, possibilmente svendere agli amici. Invece che ristrutturare, ottimizzare, innovare e mettere a frutto. E aumentare produzione e ricchezza”. “Direi che da parte del tesoriere di un partito che ha dichiarato più volte fallimento nella sua storia, per fortuna questi consigli sono destinati a non essere calcolati” conclude il deputato di Fratelli d’Italia.

Un patrimonio di 60 miliardi di euro

Se l’Europa non ci aiuta, ha detto Zanda, facciamo da soli. Bene. E come? “Quando l’emergenza legata al coronavirus sarà finita, propone di utilizzare il vasto patrimonio pubblico italiano (comprese le sedi istituzionali), come garanzia per finanziare la ricostruzione. “Oggi – spiega Zanda – l’intera classe dirigente nazionale, a partire da governo e Parlamento, ha due priorità assolute. La prima è la lotta senza quartiere alla pandemia del coronavirus. La seconda è il dopo, quando ricominceremo a vivere. Un dopo che va pensato e ben progettato”. Appunto ben progettato. E svendere i gioielli italiani sarebbe un bel proget?  “Potremmo dare – ha detto l’esponente dem in un’intervista – in garanzia il patrimonio immobiliare di proprietà statale. È una vecchia tesi che può tornare attuale. Siamo in guerra. E poi parliamo di garanzia, non di vendita. Si tratta di beni già iscritti nel bilancio dello Stato per un valore che si aggira intorno ai 60 miliardi”.

Commenti

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  • Franco Prestifilippo 31 marzo 2020

    ITALIANI, perdonatelo non sa quel che dice, o fose ha preso Ordini dall’alto!

  • Cristiani Riccardo 29 marzo 2020

    i post PCI ora integrati PD continuano a mostrarsi per quello che ,grazie alla DC e ai partiti democratici liberali, fin dalla fine ella seconda guerra mondiale hanno lottato per diventare senza riuscirci: satelliti di Mosca (URSS). Vendere l’Italia, allora al Soviet e ora all’Europa, è una logica della loro ideologia

  • Giuseppe Remo Gardumi 29 marzo 2020

    Propongo un giorno di digiuno e non vendere nulla dei niostri beni culturali. Proprio così con quello che verremmo pagati mangeremmo un solo giorno!!!

  • Nazzareno Mollicone 29 marzo 2020

    Questo Zanda dovrebbe ricordarsi di ringraziare la Destra se è diventato parlamentare. Fu infatti grazie alla desistenza di Alleanza Nazionale che ritirò – su invito di Cossiga, che lo proteggeva in nome del Prefetto suo padre – il suo candidato ad un’elezione suppletiva che egli fu eletto, anche se con il 10% dei voti. E ha poi goduto sempre di percorsi preferenziali, non si capisce bene a quale merito

  • Maurizio Giannotti 29 marzo 2020

    Niente di nuovo sul fronte della Sinistra: da quelle parti la stupidità è congenita e regna sovrana!!!!

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