L’emergenza ha risvegliato il patriottismo degli italiani. Un’Italia emozionante va in finestra (video)

sabato 14 Marzo 16:17 - di

L’Italia è un Paese strano. Nel senso di straordinario. Riesce sempre a sorprenderti. Chi l’avrebbe mai detto che un’emergenza sanitaria avrebbe risvegliato il patriottismo degli italiani? Davvero nessuno. Decenni di autodenigrazione nazionale ci potevano anche far pensare che l’insorgere violento e improvviso dell’emergenza avrebbe reso la nostra  gente più cupa, più depressa, più pessimista. E invece no. Incredibilmente, la voglia di vita è esplosa. Nella maniera più imprevedibile.

Ieri tanti italiani sono andati in finestra, sui balconi, sui terrazzi e, insieme ai loro vicini e dirimpettai, hanno intonato l’Inno di Mameli. Per incitare se stessi. Per incitarsi tutti insieme.

Oggi un altro spettacolo grandioso. Alle ore 12,00, seguendo l’appello sui social,  tanti italiani si sono dati appuntamento per applaudire medici e infermieri che si impegnano allo stremo per combattere il coronavirus. Mettendo a rischio la propria vita.

Due spettacoli inediti, commoventi e (piacevolmente) sconvolgenti. Come quando, in una tristissima e dolorosissima giornata, quella della strage di Nassiriya, migliaia di italiani fecero la fila davanti all’Altare della Patria depositando un fiore o una poesia. Anche allora fu un evento drammaticamente inedito a generare un’improvvisa fiammata di sentimento nazionale.

Nelle disgrazie riusciamo insomma a sentirci nazione. E non è una cosa strana. Quando le cose vanno bene, il sentimento nazionale non ha in fondo bisogno di manifestarsi. È nelle difficoltà che si vede se ci sentiamo o no comunità. Va anche detto che a risvegliare in questi giorni il patriottismo degli italiani è anche la scoperta che a Francoforte c’è chi proprio non ci ama. Come il nuovo presidente della Bce Christine Lagarde. Con una frase è riuscita distruggere per un giorno la Borsa di Milano.

E allora, in faccia al coronavirus e in faccia alla Lagarde gli italiani cantano (l’Inno nazionale e altre canzoni). A dimostrazione che non hanno paura. Né di un virus. Né degli specultatori finanziari. Protetti da un signora che ama più le banche che i popoli.

«La nazione è un plebiscito che si tiene tutti i giorni», diceva Ernest Renan. Gli italiani votano cantando.

Commenti

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  • Nereo 15 Marzo 2020

    Personalmente il patriottismo non è cambiato per me, non l’ho mai avuto con delle istituzioni del genere. Purtroppo la classe politica e i giornalisti usano questa parola solo per prendere per i fondelli le persone. Il patriottismo è bel altra cosa il suo significato è bel altra cosa. Fra qualche settimana quanto tutto sarà passato le istituzioni continueranno a fottere la gente come prima. Per cui lasciamo perdere alcune parole che non hanno senso.

  • Luigi Nanna 15 Marzo 2020

    E le famose goccioline di saliva volano da un balcone all’altro! Siete veramente incoscienti!!!!!

  • Menono Incariola 15 Marzo 2020

    E’ un buon inizio, ma CI VUOLE BEN ALTRO PER CACCIARE IN TEMPO CHI DISTRUGGE SISTEMATICAMENTE L’ITALIA. SERVONO LE FUCILAZIONI ALLA SCHIENA, OGGI, e forse non bastano piu’ neppure quelle.

  • Salvatore Torre 14 Marzo 2020

    che dire della foto della foto davanti allo Spallanzani con i cinesi con la mascherina e gli italiani che la indossano come una sciarpa? Non mi sembra un buon esempio.

  • Giovanni Vuolo 14 Marzo 2020

    Gli Italiani veri sono quelli che amano la loro patria sempre, e non quelli che si ricordano del tricolore solo in particolari emergenze. Questi sono solo isterici che, passato il dramma, riprenderanno a predicare accoglienza estrema, che si tradurrà in privilegi per i clandestini a dispetto degli italiani. Dovranno essere preferiti gli immigrati nelle assegnazioni di case popolari, nel riconoscere ogni sostegno sociale,etc. Ripeto : patrioti sempre, non di circostanza.

  • Darkbaronx 14 Marzo 2020

    Pagliacciata SENZA LIMITI, indegna, getta vergogna su tutta la Nazione !
    Livello di degrado e leggerezza mentale raggiunto ,e’ patologico ed avvilente.