Le “eroiche” farmacie abbandonate a se stesse dal governo Conte

martedì 24 Marzo 16:08 - di Alberto Mariani

Riceviamo e pubblichiamo.

Le farmacie costituiscono una straordinaria rete di presenza del servizio sanitario nazionale sul territorio. Un punto di riferimento per i cittadini che fa da filtro tra il medico e l’ospedale. Nonostante questa fondamentale funzione di raccordo, tutti i provvedimenti intrapresi dal Governo Conte, da inizio emergenza Coronavirus, non hanno riguardato i farmacisti che sono stati letteralmente abbandonati al loro destino. Una situazione denunciata a più  riprese da Fratelli d’Italia che da settimane sta cercando di sensibilizzare il Governo sulla problematica e sul ruolo centrale che hanno le farmacie in questa guerra contro il Covid 19.

Come sostiene e denuncia il deputato di FdI, Marcello Gemmato. “Dal centro cittadino della città fino ai paesi di montagna, vi è sempre un camice bianco e una croce verde che assicura, soprattutto in questi momenti di emergenza, la tenuta del sistema sanitario nazionale. Purtroppo ad oggi le farmacie non sono fornite di dispositivi di protezione individuale minimi, come ad esempio le mascherine, e quindi singolarmente le stesse cercano di reperirli”.

Sempre l’On. Gemmato in materia di contrasto alla diffusione del virus lancia la proposta. “Sarebbe auspicabile che tutti gli operatori sanitari, in particolare i farmacisti, facessero i tamponi per il covid19. Perché così potremmo verificare anche gli asintomatici che in questo momento, soprattutto per chi come i farmacisti è in contatto con centinaia di persone al giorno, potrebbero diventare vettori del virus”.

Una richiesta di aiuto arriva anche dalle associazioni di categoria come FuturPharma che attraverso il Presidente, Rossana Matera, chiede maggiore sicurezza e rispetto del lavoro svolto dai professionisti del settore. “Le farmacie dovrebbero essere considerate dei presidi sanitari, non solo degli esercizi di pubblica utilità.I farmacisti sono degli operatori sanitari mai nominati e neanche considerati. Non posso credere che nessuno si sia preoccupato di aggiornare lo stato di sicurezza di queste attività, al cui interno vi lavorano dei professionisti sanitari che non possono rischiare la vita nell’indifferenza di chi governa”. Come se non bastasse questa condizione di profonda insicurezza, ad agitare ulteriormente il sistema farmaceutico, è arrivata nelle ultime ore la denuncia di Federfarma che fa luce su un’altra problematica.

“Purtroppo durante questo periodo, rapinatori sciacalli stanno colpendo le farmacie romane e delle grandi città. Essendo rimaste aperte quasi solo le farmacie, più facili da prendere di mira rispetto ai supermercati, si sono moltiplicati rapine e furti notturni con scasso. Per fortuna le forze dell’ordine ci stanno dando una mano, ma non possono stare dappertutto. Abbiamo paura”. Questo è lo stato d’animo e la condizione in cui stanno lavorando migliaia di professionisti in tutta Italia. A loro va il nostro ringraziamento e l’augurio che le legittime richieste di aiuto vengano recepite dal Governo, per ora troppo concentrato sulla comunicazione che sulle vere esigenze della nazione.

 

Commenti

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  • Virginia 25 Marzo 2020

    Fate notare anche che i dipendenti farmacisti delle farmacie sono solo ora considerati operatori sanitari ma inquadrati nel contratto del terziario (commercio) settore servizi, e non un contratto sanitario. Oltretutto contratto scaduto da ben 7anni

  • Ryan Wilson 24 Marzo 2020

    Ma per favore!!!

    • Francesco Storace 26 Marzo 2020

      Prego?