L’attivismo di Xi Jinping e l’autoisolamento degli Usa. Il virus cambierà la geopolitica?

23 Mar 2020 16:02 - di Vittoria Belmonte
Xi Jinping

C’è chi è pronto a scommettere sul fatto che il coronavirus cambierà anche gli equilibri geopolitici. E c’è da crederci sul serio, almeno stando all’analisi delle condotte fin qui seguite dai grandi del mondo. Prendiamo  Xi Jinping, colui che ha traghettato la Cina fuori dal tunnel del contagio e ora offre aiuti a tutti. Da grande untore a grande benefattore.

Nei giorni scorsi, nota il Corriere della sera – “ha telefonato a Angela Merkel, Emmanuel Macron, al presidente serbo Aleksandar Vucic. Ha chiamato anche Madrid, scegliendo non il capo del governo ma il re Felipe. Il leader comunista sta imponendo la sua diplomazia di guerra al coronavirus”.

L’iniziativa del presidente cinese

Il presidente cinese si sta comportando come partner principale di una strategia di cooperazione mondiale che vede l’Europa in forte crisi decisionale e gli Stati Uniti penalizzati dall’eccessivo isolazionismo del presidente Trump. Quest’ultimo si è illuso all’inizio di fermare la pandemia proteggendo i confini americani da Cina ed Europa. Ma lo ha fatto quando ormai era troppo tardi. Con il risultato che gli Stati Uniti si avviano a diventare agli occhi del mondo il terzo Paese con un numero incontrollato di casi positivi.

Avendo il suo bell’impegno in casa, dove deve fronteggiare il virus, Trump lascia il terreno sgombro all’iniziativa di Xi Jinping il quale – avverte ancora il Corriere – “ne approfitterà per dominare il nuovo ordine mondiale dopo la pandemia, che si sta dimostrando la Terza guerra mondiale. Purtroppo sono solo medici cinesi e cubani che stanno arrivando in Italia per combattere con i nostri; purtroppo non portano la scritta «Dono del popolo americano», ma solo la bandiera rossa”.

La Cina cambia la narrazione sul virus

La Cina è generosa con l’Italia ma nulla avviene senza pagare pegno. “Pechino sta già cercando di riscrivere la storia dell’epidemia: ora la sua stampa fa notare che in Italia i primi casi di polmoniti anomale si sono osservati a dicembre, forse a novembre. Il tentativo è di assolvere l’operato reticente delle autorità cinesi che sottovalutarono la crisi partita dal mercato di Wuhan, segnalandola all’Organizzazione mondiale della sanità solo il 31 dicembre,e «scoprendo» che il coronavirus passava da uomo a uomo solo il 21 gennaio. Ma siccome la Cina sta aiutando l’Europa e l’Africa a combattere il nemico invisibile, alla fine forse accetteremo anche la loro versione politica: perché la storia la fanno i vincitori”.

Commenti

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  • Emanuele 23 Marzo 2020

    Accetteremo le fandonie se le vorremo accettare…
    intanto perchè passare sotto silenzio il fatto che sono già arrivati due ospedali da campo con scritto “dono del popolo americano”? Uno lo sta allestendo a Cremona il 3° stormo dell’Aeronautica di Villafranca.
    Certo che se vi ci mettete anche voi a dare certe letture filocinesi siamo a posto…

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