L’ansia da coronavirus significa che siamo un popolo normale

lunedì 16 marzo 6:00 - di Francesco Storace

Facciamocela passare con tranquillità quest’ansia, che va a finire che si  trasforma in un coronavirus alternativo che davvero rischia di farci mancare il respiro… Non solo la riunione fiume del governo sul decreto da centomila commi; ma tutto quel che succede è al di fuori della normalità. 

Il primo weekend della reclusione sanitaria, il tutti a casa senza otto settembre, è passato con tanta ansia. Perché non sappiamo quando ne usciremo. E ci sfoghiamo su whatsapp con le battute sceme. Ingoiamo ogni complotto ordito nella discarica di facebook. Chiamiamo gli amici per avvisare la polizia e i carabinieri che ci sono trentamila americani in Italia e non sappiamo perché. Poi arriva quell’altro che ci racconta con sicurezza la storia del laboratorio cinese che ha provocato tutto questo.

L’ansia da coronavirus

Quando avete la febbre che fate? Non state in casa? Ecco, adesso bisogna restarci per non beccarla. Anche se è terribilmente fastidiosa quell’automobile della polizia municipale che ci ammonisce a non uscire come in un film western. Lo sappiamo da soli, non rompere e lavati le mani che quel megafono chissà chi l’ha toccato.

Commenti

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  • MarioSalvatore MANCADIVILLAHERMOSA 16 marzo 2020

    Non poteva dire di meglio. Quanto ai grillini, stiamo tranquilli: raglio d’asino al ciel non giunge. E se sanno che percepirà un euro (a titolo simbolico) diranno che sarà o una bufala o un tranello per ingannare la gente. La madre dei malafedisti, purtroppo, è sempre incinta.

  • maurizio pinna 16 marzo 2020

    Siamo un Popolo normale con una burocrazia Dirigente inadeguata. Leggo che stanno pensando di statalizzare le industrie che producono materiale strategico per combattere il virus. Ma ciò doveva essere implicito da tempo, esistono normative italiane che risalgono addirittura a decenni fa in cui il Governo DEVE tenere a giorno la lista delle strutture strategiche per il Paese che all’emergenza passano sotto il controllo dello Stato, fanno parte di quei famosi piani di contingenza che nessun Governo ha mai approntato. Comunque ciò che più disturba è lo stato pietoso in cui è stata abbandonata la sanità, è evidente che se per fare una tac occorrono 6 mesi , all’emergenza ci sarà senz’altro qualcosa che non andrà! Da ultimo dovrebbe finire la questione sinistra dell’esterofilia a scatola chiusa, il chiodo fisso dell’accoglienza a gogo, del fatto che chi recrimina sulle malefatte dei Paesi europei è un pericoloso razzista. Quando tutto sarà finito bisognerà mandare il conto ai compagni, oltre alla laurea ad disonorem di perfetti incapaci.

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