La Lombardia collassa: 546 morti solo oggi. Appelli bipartisan per la chiusura totale

sabato 21 Marzo 18:36 - di Redazione
Lombardia

Il bollettino è terrificante: solo in Lombardia 546 morti in 24 ore. Mai così tanti dall’inizio dell’emergenza coronavirus. A comunicarlo, Bruno Gallera, l’assessore regionale al Welfare . «I pazienti positivi – ha riepilogato – sono 25.515, ben 3.251 in più rispetto a ieri, i ricoverati sono 8.258, con un aumento di 523. A questi vanno aggiunte 1.093 persone ricoverate in terapia intensiva, con spazi sempre meno capienti, mentre i decessi sono 3.095, 546 in più». Gallera richiama le previsioni dei giorni passati. «Tutti gli esperti – ricorda – ci avevano detto che i giorni più duri sarebbero stati sabato e domenica il 13/o e il 14/o giorno dall’introduzione dell’effettiva misura di contenimento. Avevano ragione, i dati sono tutti in forte crescita».

Salvini “chiama” Mattarella: «Salviamo la Lombardia»

La Lombardia, dunque, boccheggia. E si aggrappa all’eroica abnegazione di medici e infermieri. La situazione, soprattutto a Bergamo, è al limite del collasso. Anzi, forse già oltre il collasso. Sono solo nervi saldi e tendini ben tesi a tenere in piedi la baracca. In un contesto così anche la politica deve trovare la forza e la voglia di uscire dai suoi consueti schemi. Matteo Salvini ci ha provato con un messaggio diretto al Capo dello Stato. «Ci rivolgiamo a Lei, presidente Mattarella, visto che altri non ci ascoltano, per chiedere a nome di milioni di italiani cinque interventi immediati», è l’incipit del suo accorato appello. Il leader leghista chiede la chiusura di tutte le attività «non vitali per il Paese», quindi «l’obbligo del governo a «fornire di mascherine, camici e tutto il materiale sanitario» a medici e Forze dell’ordine».

I sindaci del Bergamasco a Conte: «Cessino le attività non vitali»

Segue la proposta di «un anno di pace fiscale», la necessità di «svegliare un’Europa che dorme» e, infine, la «riapertura del Parlamento». Non è il solo Salvini a sottolineare la gravità dell’ora. L’appello a fermare tutto «ma per davvero» sale anche dai 243 sindaci dei Comuni della provincia di Bergamo, a partire dal primo cittadino del capoluogo, Giorgio Gori. I destinatari sono il premier Conte e il governatore della Lombardia, Fontana. «Al momento – scrivono i sindaci – riteniamo che l’adozione di coraggiosi nuovi provvedimenti restrittivi possa rappresentare l’unica ed auspicabile soluzione per una tragedia che sembra oggi, che i contagi aumentano inesorabili, non avere fine». Un provvedimento «più restrittivo da parte del governo» è quel che si aspetta anche il sindaco di Milano, Sala. «Altrimenti – avverte – faremo da soli».

 

 

Commenti

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  • sergio la terza 22 Marzo 2020

    faremo da soli….Chi si aspetta, i governatori uniti prendano in mano le sorti dei concittadini e tolgano di mezio il pagliaccio.

  • Domenico de santis 21 Marzo 2020

    dove sono i medici senza frontiere che si imbarcavano sulle ong? gino strada? mentre i veri eroi i medici militari non bastano ed hanno richiamato anche 300 medici in pensione.