La figuraccia di Borrelli, non sa rispondere a una domanda: “Meglio chiuderla qui” (video)

mercoledì 25 marzo 10:46 - di Redazione
Borrelli

Che roba. Avete potuto vedere tutti. Ascoltare il capo delle protezione civile Borrelli imbarazzato, sbiancare confuso, andare  in tilt per una domanda scomoda durante il suo punto quotidiano: già penoso di suo, tra pause e circonlocuzioni prolisse.  Il collega Marco Sabene del Tg2, aveva chiesto lumi sui dati della Protezione civile. Dati che lo stesso Borrelli in una intervista a La Repubblica aveva snocciolato, dicendo che potevano discostarsi da quelli reali. Dunque la domanda più che pertinente: si tratta di numeri attendibili?  “Ma noi cosa veniamo a fare qui tutti i giorni alle 18.00 se poi come lei ha spiegato, i dati non sono dati reali? Lei ha detto che i contagi reali riguardano, seicentomila persone”. Borrelli letteralmente rimane di sale.

Borrelli tenta di rispondere a questa discrasia di dati. Ma lo fa rispondendo in maniera imbarazzata . Poi decide tragicamente: “Chiudiamola qui”. Qualche domanda dovremo pur farcela sulle modalità- capacità comunicative di colui che dovrebbe rappresentare un punto di riferimento quanto a numeri, dati, prospettive. L’intervista a Repubblica non ci risulta che sia stata smentita. Pertanto ha cercato di abbozzare una risposta. Ma ha fatto peggio. Poi ha rinunciato.

Spiegando che doveva  interrompere la conferenza stampa. Non prima di avere decrittato le sue stesse affermazioni a Repubblica: “…Assolutamente, la mia risposta era nell’ambito in un discorso più ampio… si parlava di possibili casi positivi aisimtomatici. Io ho chiarito che ci sono diverse idee, che qualcuno addirittura dice di più o di meno, io ho fatto solo un ragionamento, ho detto: potrebbe anche essere, non ho detto che è quello il valore. Quindi non ho detto io… E un discorso empirico che viene dal fatto che, anche tra i miei collaboratori tre che lavorano qui con me, sono risultati casi positivi e assolutamente asintomatici. Era un discorso fatto di carattere e… generale”. Aiuto. Aiutateci. Avete capito qualcosa? Una supercazzola.

Barbina performance. Dunque, meglio chiudere. “Chiudiamo qui…”. Poi si accorge dell’assist che il destino benevolo gli ha concesso, con l’intervento di Conte che incombe.  “Ah, chiudiamola qui, perché sta per parlare il presidente del Consiglio”. Imbarazzante è dire poco. Tutti hanno potuto ascoltare.

Certo se uno la sicurezza e il carisma non ce l’ha, non se li può dare. Ma avere contezza dei propri limiti dovrebbe essere un dovere verso tutti. Fare domande legittime è lecito. E se non si sa rispondere, o peggio, si complica la comunicazione è un disastro. “Dopo stasera siamo a metà strada tra l’apologia del burocrate ignoto, Forrest Gump a Palazzo Chigi e la commedia (involontaria) all’Italiana” , commenta Luca Telese sul sito Tpi.it. E si congeda augurando a Bertolaso pronta guarigione.

Commenti

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  • Giacomo 25 marzo 2020

    Sono schifato. Questo pover uomo lavora dalla mattina alla sera sette giorni su sette da settimane e lo sapete solo criticare. Inoltre non è un medico il suo compito è solo riportare i dati e coordinare la protezione civile nell aiutare la macchina della sanità. Vergogna!

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