Indignometro/ Concerti, teatri, cinema: il comparto soffre, subito un Fondo nazionale

5 Mar 2020 12:57 - di Maurizio Gasparri

“In un mondo che non ci vuole più, il mio canto libero sei tu”. L’indignometro di oggi non può non occuparsi di un comparto, quello artistico-culturale, che sta subendo perdite fortissime a causa delle (eccessive?) misure precauzionali adottate da governo e regioni per contenere la diffusione del coronavirus.

Centinaia di spettacoli rinviati

Certo, adesso poter finalmente ascoltare ‘Il mio canto libero’ di Battisti su Spotify e su altre piattaforme digitali in parte ci consola. Ma che dire delle centinaia di spettacoli rinviati, delle prime cinematografiche saltate, dei concerti che si terranno a data da definirsi? La crisi è seria ed è, a dire il vero, anche molto lunga. Lo stop forzato di queste settimane non ha fatto che aggravare un settore in cui si investe molto poco, o lo si fa in maniera sbagliata dando troppo sempre ai soli noti.

Meraviglia l’atteggiamento della sinistra

Ci meraviglia poi l’atteggiamento della sinistra, evidentemente ormai prona ai 5Stelle. Quella stessa sinistra che ha sempre ostentato una presunta superiorità culturale e che invece, davanti alle sale vuote (lo scorso weekend sono andate al cinema solo 324mila persone), a produzioni cinematografiche ferme e a spettacoli dal vivo sospesi (7.400 quelli cancellati finora, con una perdita economica da 10 milioni di euro) non fa nulla. Ecco perché serve una legge chiara che riconosca agli artisti le dovute tutele e i dovuti riconoscimenti.

La proposta del Fondo nazionale per il sostegno

In Senato è stata depositata una proposta per l’istituzione di un Fondo nazionale, al quale attingere per il sostegno economico temporaneo dei lavoratori del settore artistico-culturale e della comunicazione. La nostra musica, il bel canto, il buon cinema, una tradizione teatrale d’eccellenza meritano più attenzione e interventi e non una sinistra che, alla prova dei fatti, li snobba. L’indignometro è dalla loro parte.

Commenti

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  • federico 6 Marzo 2020

    Crisi emergenziale o strutturale? Potendosi vedere spettacoli, concerti, film comodamente seduti nel divano di casa, ed anche ammirare paesaggi e opere d’arte, è così necessario muoversi, viaggiare? Code ai check-in e nel traffico? Questo sì abbatterebbe consumi energetici ed inquinamento. E facciamo pagare i diritti d’autore ai giganti del web.

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