Il governo ha partorito il “Cura Italia”, ma la sopravvivenza delle imprese è a rischio

martedì 24 marzo 11:24 - di Romolo Reboa

Le attività produttive hanno chiuso a causa del Covid19 e tutti sono stati d’accordo, perché la salute e la tutela delle persone viene prima di ogni cosa.

Il Governo ha tranquillizzato tutti, nessuno perderà il lavoro, infatti il decreto  “Cura Italia” vieta i licenziamenti e consente anche alle medio e micro imprese di mettere i lavoratori in cassa integrazione.

Il concetto ufficialmente era semplice: voi chiudete, i lavoratori per il tempo della chiusura sono pagati con i fondi immessi dallo Stato e, passato il Covid19, ci rimbocchiamo le maniche e ci rimettiamo tutti a lavorare.

Il decreto, annunciato sulla nuova Gazzetta Ufficiale della Repubblica che è la trasmissione di Fabio Fazio, Che tempo che fa, ha tardato ad essere partorito e tutti lo hanno atteso con pazienza, con fiducia, perché in un momento così difficile, si deve avere pazienza e fiducia in chi ha la pesante responsabilità di governare.

Passato il tempo naturale, il parto è stato cesareo e finalmente il bimbo “Cura Italia” è nato: ma è figlio di esseri umani, non è un animale della savana che, appena nato, si mette in piedi e cammina e, quindi, da solo resta lì, in clinica, ad aspettare i dottori che amorevolmente lo alimentino con le norme di attuazione.

L’amore sarà anche tanto, ma la linfa vitale, le norme di attuazione, il modulo per presentare la domanda all’Inps, è ancora lontano, in attesa di concertazioni e quant’altro la burocrazia si potrà inventare.

Intanto il povero lavoratore resta lì, con l’imprenditore che non ha i soldi per pagarlo e non può procurarseli nell’unico modo in cui è capace, lavorando, e lo Stato che lo ha curato l’ha messo ad una dieta drastica, non mangiare, visto che ha approvato una legge per aiutarlo, ma non le norme d’attuazione.

In questo perverso sistema di finta cura dell’economia il contenzioso cresce, con affitti che non si possono pagare, perché non si lavora, ma continuano a correre e quegli assegni post datati (pessima abitudine che, però, è stato il motore delle piccole e medie aziende che caratterizzavano il “sistema Italia”) che stanno per scadere e provocheranno la morte civile di chi li ha emessi e, improvvisamente, non per propria colpa, si troverà nell’impossibilità di onorarli: il tutto sotto lo sguardo un po’ ironico e un po’ compassionevole di chi ha sbandierato una cura in tv, ma poi non ha mandato i medicinali in farmacia.

Forse, rischiando le sanzioni, occorrerebbe andare tutti insieme sotto palazzo Chigi, fare un contagioso rantolo per la fame e tornarsene a casa: idee forse oggi un po’ balzane, ma che vengono da una generazione figlia della seconda guerra mondiale e, come tale, abituata a reagire ai soprusi del potere, anche finendo sotto processo per aver circondato simbolicamente il Parlamento.

Certo è che, senza una presa di coscienza civile del fatto che le persone non possono essere chiuse in casa a morire di fame e vanno aiutate ora, non quando saranno allo stremo, lo scenario futuro è terribile.

Chiudo gli occhi e vedo la gente che uscirà di casa e, non potendo lavorare e non avendo ricevuto dallo Stato gli aiuti promessi, cercherà di rubare, specie nei quartieri più popolari, in una lotta disperata tra poveri onesti che distruggerà la società.

Desidero solo essere stato una Cassandra e, questa sera, leggere sulla Gazzetta Ufficiale la possibilità di chiedere i soldi promessi dal Governo al dipendente impedito di lavorare: perché la notizia più bella sarebbe che questo scritto sia classificato come un’elucubrazione di un pessimista visionario.

 

Commenti

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  • Milvia Faccia 24 marzo 2020

    Ma un provvedimento come quello di Trump o di Hong Kong che si richiami all'”helicopter money”, un po’ più serio della miseria dei 600 euro per gli autonomi (NON CERTO per tutti, e comunque umiliante…), perché non ipotizzarlo nemmeno? NOn sarà he vogliono metterci definitivamente in ginocchio con il MES? Quando in Italia lavoreranno ormai solo gli statali e qualche grossa industria felicemente decentralizzata, voglio vederli a pagare i redditi di cittadinanza!! Ora e sempre ITALEXIT ed EUREXIT!

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