Coronavirus, Silvestroni: “La Regione Lazio è ferma. Riapra i reparti chiusi in questi anni”

12 Mar 2020 15:08 - di Alberto Consoli
Coronavirus

La Regione Lazio dorme sull’emergenza Coronavirus. Lo sfogo  del  deputato di Fratelli d’Italia Marco Silvestroni dà la misura dell’ignavia. “Mentre la Lombardia è pronta ad allestire padiglioni della fiera di Milano e la regione Calabria avvia piani straordinari di reperimento strutture e personale, la regione Lazio è ancora immobile”.

Cittadini del Lazio a disagio

“Eppure – sottolinea il parlamentare di FdI- è la Regione che più delle altre avrebbe dovuto prendere atto della gravità della situazione. Non mi interessa adesso criticare la gestione della sanità di questi anni di Zingaretti.  Ma da deputato residente in Provincia di Roma ho il dovere di caricarmi tutto il disagio e le preoccupazioni dei cittadini che vivono nei 120 comuni della città metropolitana di Roma Capitale”.

“La regione Lazio si attivi con un piano straordinario”

“Chiedo pertanto che si attivi immediatamente un piano straordinario per reperire strutture e personale al fine di fronteggiare l’emergenza; e potenziare con almeno 1000 postazioni di terapia intensiva reperibili negli ospedali dismessi nella Provincia di Roma”.

Esistono strutture idonee a garantire adeguati servizi di assistenza, prosegue Silvestroni. “Certamente gli ospedali di Velletri e Palombara Sabina e Subiaco potrebbero essere efficientati rapidamente. Riaprendo e potenziando i reparti chiusi da poco. Così come potrebbe essere prevista la riapertura degli ospedali di Albano, Bracciano e Genzano. Riaprire e attrezzare i reparti chiusi dell’ospedale di Marino.  Aprire subito quello del Regina Apostolorum di Albano e reperire spazi in quello di Anzio”.

Praticamente tutto ciò che è stato chiuso in questi anni sciagurati. “Va avviato poi un piano straordinario di assunzione per personale medico e paramedico a tempo determinato, finalizzato alla gestione dell’emergenza.  La Regione Lazio, questa volta senza indugio, non perda ulteriore tempo”. Silvestroni come tutta FdI è in prima linea sul fronte della collaborazione. ma il dovere morale ora è: fare in fretta. ”

“Offro ovviamente tutta la mia disponibilità ai dirigenti delle aziende sanitarie locali e dei distretti sanitari per affrontare l’emergenza. Se questa emergenza ci insegna qualcosa è il senso di unione e di condivisione delle possibili soluzioni. Facciamo presto”, conclude Silvestroni.

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