Coronavirus, Rampelli: “Ho visto con i miei occhi al Sant’Andrea i sacrifici e le ricette di un ospedale d’eccellenza”

venerdì 13 marzo 17:06 - di Alessandra Danieli
rampelli
Un sopralluogo veloce, con la moto. Per vedere con i propri occhi lo stato dell’arte dell’ospedale Sant’Andrea di Roma in piena emergenza coronavirus. E scelto dalla Regione come centro dedicato.

Rampelli in visita al Sant’Andrea

Fabio Rampelli va a fare visita all’azienda ospedaliera. E sede della seconda facoltà di medicina in via di Grottarossa, già fiore all’occhiello della sanità laziale. Un’ex cattedrale nel deserto che con la presidenza Storace nel 2001 si trasformò in un “gioiellino” di buona sanità. E scalò le classifiche europee per qualità. Un esempio di efficienza. Dopo più di dieci anni di abbandono del gigantesco edificio che ospita il nosocomio. Poi qualche trascuratezza di troppo da parte di Zingaretti… E ora la nuova “chiamata alle armi” che trova tutti pronti, manager, medici, infettivologi, igienisti, infermieri, tecnici.
“Ho trovato una situazione degna della migliore tradizione italiana. C’è stato un lavoro enorme che sta proseguendo con ritmi incessanti”, dice il vicepresidente della Camera. I numeri parlano chiaro: sei tendoni della Protezione civile montati e attrezzati in tempo reale. Nove nuovi posti letto di terapia intensiva davanti al pronto soccorso. Si tratta di postazioni di pre-triage per offrire ai “potenziali” malati di Covid-19 una corsia diversa. E poter garantire anche le prestazioni ordinarie senza pericolo di promiscuità. Riapertura del reparto di malattie infettive. Laboratorio d’anali di riferimento. Apertura di 10 posti di terapia intensiva al nono piano dell’ospedale con cantiere aperto e previsione di altri posti letto, sempre per terapia intensiva e sub-intensiva.

“Ho trovato un ospedale eccellente…”

“Ho trovato un ospedale ordinato”, prosegue il parlamentare di Fratelli d’Italia, anche per la minore pressione sul Pronto soccorso da parte di pazienti impropri. Ovviamente il confort non è il primo pensiero di chi deve contrastare un’epidemia-pandemia, è importante anche questa centralità data al malato e alle sue esigenze”. Per ottimizzare spazi e risorse, il Sant’Andrea ha dovuto chiedere provvisoriamente grandi sacrifici a medici e infermieri. Che sono stati accolti di buon grado dalla stragrande maggioranza dei medici e degli operatori sanitari,  chiarisce Rampelli. Il riferimento è alla denuncia di questa mattina del consigliere regionale Giancarlo Righini sulle difficoltà in cui versano medici e paramedici.  Difficoltà amplificate dai media, sempre alla ricerca dello scandalo.

“Per il confort ci sarà tempo…”

“Sono stati acquistati a tempo di record letti “da campo” (da Ikea) per quei medici che durante il cambio-turno devono riposare e contemporaneamente essere reperibili. Certo non troppo comodi, ma oggi l’emergenza è la sconfitta del coronavirus, per il comfort ci sarà tempo”. Proprio per questo il vicepresidente della Camera sente di dover ringraziare “tutta la comunità dei medici del Sant’Andrea”. E degli altri ospedali della Capitale per lo sforzo incessante nel reperire spazi aggiuntivi. “Per ospitare, ahimè, i malati di coronavirus che purtroppo si prevede in arrivo nei prossimi giorni. In nome della vita e fedeli al giuramento di Ippocrate, medici in prima linea e infermieri in corsia stanno dando il meglio di sé. L’ho visto con i mei occhi…”.

Commenti

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  • Giorgio Maurizio 14 marzo 2020

    Ho 56 anni e sono sempre stato di destra, sono molto felice dei risultati di FdI ottenuti alla guida di Giorgia Meloni. Anche io mi chiamo Giorgio e lo devo ad Almirante.
    Devo però fare un appunto anche se so che non sarà letto ne considerato da nessuno: purtroppo il partito e la Sig.ra Meloni li vedo troppo concentrati su Roma, sembra più una corrente di Roma più che d’Italia. Io sono Lombardo e mi sento sempre meno rappresentato da questo e sempre più vicino invece a Salvini, che anche se non è più Lega Lombarda (che ho sempre non condiviso e criticato) almeno guarda il Paese nel suo intero senza dimenticarne l’origine. Non dimenticate che Roma, senza la Lombardia non va da nessuna parte!
    Giorgio Maurizio De Lillo

    • Francesco Storace 26 marzo 2020

      Guarda che non è così da tempo

  • federico 14 marzo 2020

    Servono mascherine e tute anticontaminazione, come i cinesi, non chiacchiere

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