Coronavirus, Meloni: “Il testo del decreto non c’è. Basta sceneggiate: dal governo serve serietà”

martedì 17 Marzo 18:03 - di Viola Longo
meloni

Responsabilità, chiarezza, concretezza. Giorgia Meloni è stata nuovamente costretta a chiederle al governo, all’indomani dell’ennesimo decreto sul coronavirus. O, meglio, dell’ennesima conferenza stampa sul coronavirus. Perché del decreto, allo stato attuale, non c’è traccia. Non solo manca la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, manca perfino un testo certo.

L’ironia dei social: “Il decreto – La telenovela”

Per denunciare lo stato dell’arte Meloni ha fatto ricorso a un meme che sta girando moltissimo in questi giorni sui social. Grazie a un fotomontaggio Conte veste letteralmente i panni del protagonista della popolare soap Il Segreto, che per l’occasione diventa Il Decreto.

“Ancora non c’è il testo del provvedimento”

“Nuova inquietante puntata della serie Il Decreto“, ha scritto Meloni sulla sua pagina Facebook, sottolineando che “a distanza di 24 ore dalla conferenza stampa di Conte-Gualtieri-Catalfo non esiste ancora il testo del provvedimento“. “In compenso – ha aggiunto – girano indiscrezioni preoccupanti e a tratti deliranti, come quella secondo la quale aumenterebbe di due anni la possibilità di accertamento degli obblighi fiscali da parte dell’Agenzia delle entrate“.

Meloni: “Serve responsabilità!”

“Per l’ennesima volta chiediamo al governo responsabilità! Questa eterna confusione genera incertezza e l’incertezza è un grave danno per l’Italia. Chiediamo al governo – ha quindi proseguito la leader di FdI – di varare subito un decreto molto snello ed essenziale per affrontare le emergenze immediate, a partire proprio dal rinvio di tutti i pagamenti”. “La responsabilità e la collaborazione di Fratelli d’Italia in questa emergenza sono poste al servizio della Nazione e non per avallare provvedimenti caotici e – ha concluso Meloni – che colpiscono chi lavora e produce.

Commenti

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  • marco azzolin 18 Marzo 2020

    E’ drammatico questa sceneggiata mentre la gente muore e altri distrutti dalla fatica in corsia.
    E’ assolutamente necessario quando tutto sarà finito ricordare al Popolo Italiano chi sono questi DELINQUENTI da mandare VIAAAAAAAAA.
    Buona giornata

  • ERALDO 18 Marzo 2020

    ma la verità dove sta???? ma chi paga per non avere detto la verità????
    basta con l’ipocrisia fuori nomi e cognomi di che fa e cosa fa poi il popolo decide la punizione.

  • Carlo 18 Marzo 2020

    Si Giorgia l’agenzia delle entrate dopo le elemosine che ha dettato a Conte ha annunciato che vista questa pausa forzata ha detto,per tranquillizzarci,che per il 2015 le verifiche verranno prorogate di 2 anni.Quindi invece di andare prescritto entro il 2020 si slittera’ al 2022.

  • Giuseppe Costantini 18 Marzo 2020

    Se fosse vero che per gli accertamenti fiscali saranno fatti per altri due anni, ci sarebbe il danno materiale costituito dalla precaria situazione sanitaria che si riflette su quella economica.
    Difatti il lavoro diminuisce, alcune persone muoiono e vengono a mancare le entrate, non venga interpretata in maniera distorta.
    In sostanza ci troviamo di fronte ad una situazione di emergenza che lo Stato e per lui i suoi cittadini non possono fare fronte a questa gravissima situazione di emergenza.
    Spero che i signori addetti alla finanza pubblica non si lascino trascinare da impulsi strani perché qui si sta combattendo una battaglia tra la vita e la morte

  • s 17 Marzo 2020

    E’ solo un quaraquaqua’