Coronavirus, la Gismondo ammonisce duramente: basta snocciolare numeri sui positivi. «Sono dati falsati»

venerdì 27 Marzo 20:23 - di Redazione
Maria Rita Gismondo in un video da Youtube

«Non bisogna più comunicare il numero delle persone positive» al nuovo coronavirus. «Scientificamente è un dato “sporco”, che come tale rischia di “falsare” non solo i calcoli sulla dimensione e la letalità della pandemia di Covid-19, ma anche di dare ai cittadini un’impressione sbagliata. Condizionandone «la psiche e il comportamento». È l’appello che la microbiologa dell’ospedale Sacco di Milano, Maria Rita Gismondo, lancia con veemenza attraverso l’AdnKronos Salute «alle autorità deputate a comunicare giornalmente i numeri del contagio».

Coronavirus, Gismondo: basta comunicare numeri sui positivi: sono dati “falsati”

Di fronte alle cifre diffuse – che ieri hanno allarmato la Lombardia e l’Italia intera per una risalita inattesa dopo giorni di speranza – «io veramente rabbrividisco», afferma la virologa Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze del Sacco. Per questo «lancio un appello a non comunicare più il numero dei positivi» al Sars-CoV-2. «È un dato da un punto di vista scientifico “sporco” – spiega l’esperta –. Innanzitutto perché ogni giorno varia il numero di persone che vengono sottoposte a tampone». Succede così che «i dati sui positivi si riferiscono a una campionatura molto poco omogenea». Un insieme che ormai comprende l’esito di tamponi fatti a «sintomatici, asintomatici, personale sanitario». E a volte anche «i tamponi rifatti per la seconda o la terza volta allo stesso soggetto».

Cifre inattendibili che possono alterare il comportamento dei cittadini

Il numero reale dei positivi al coronavirus «potrà essere dato solo dopo uno studio epidemiologico serio», ammonisce la Gismondo. Che poi avverte: «Gli unici numeri attendibili oggi sono quelli dei pazienti ricoverati, in terapia sub intensiva e intensiva, e quelli dei decessi». Di conseguenza, chiarisce la virologa, «oggi si può parlare solamente di percentuale di decessi sui ricoverati. Tutti gli altri numeri sono falsati» e come tali «falsano anche l’impressione delle persone». Producendo inoltre un impatto pericoloso «sulla psiche. Stiamo dando cifre – conclude la Gismondo – che possono alterare l’andamento delle misure prese e condizionare il comportamento dei cittadini».

 

 

Commenti

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  • giovanni vuolo 27 Marzo 2020

    Assolutamente no !!! Il problema secondo me non è la reale corrispondenza con i dati reali, ma il riferirsi sempre allo stesso campione di indagine. L’esempio più immediato che mi viene, è quello con gli exit poll delle tornate elettorali. Certamente queste sono riferite a dei campioni di indagine, ma proiettano il risultato su scala più vasta, fornendoci il risultato globale. Dunque, se ci atteniamo anche ad un campione circoscritto, possiamo avere il polso della situazione complessiva; ed è importantissimo !!!! Ad esempio, ieri ho seguito il disarmante discorso di Fontana su un aumento del “trend” dei casi; poi però mi sono accorto che ieri (26 marzo), è anche cresciuto il numero dei tamponi; questo sì che è sbagliato, perché distorce il risultato ” di tendenza” .
    Di fatto, in coerenza con l’aumento delle verifiche, il trend andava valutato secondo un rapporto tra nuovi positivi/tamponi effettuati ( o viceversa, a seconda del modello matematico che si vuole adottare. Dunque mi trovo in assoluto disaccordo con la Gismondo, anzi ritengo che la sua proposta sia assolutamente deleteria.

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