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L’intervento in video del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana – Conferenza stampa in video in Regionr Lombardia sull’emergenza del coronavirus Covid-19, Milano  3 Marzo 2020Ansa/Matteo Corner

Coronavirus, Fontana vuole denunciare il governo: “Mi sono rotto le scatole”

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  1. Wainer Pignatti ha detto:

    Io penso che il Governatore Fontana assieme a tutto il suo staff, da Gallera e company, abbiano fatto cose grandi, pur ostacolati dal Governo Italiano. Senza aiuti, o il minimo sindacale, hanno cercato di dare a tutti gli addetti alla Sanità e alle forze dell’ordine, quei pochi o tanti strumenti che potevano trovare a loro spese, con i soldi della Comunità. Se poi vogliamo dire tutti gli ostacoli o le prese in giro che hanno ricevuto dal Governo o dalla Protezione Civile, direi che il Dr. Fontana farebbe bene a segnalare a chi di competenza tutto quanto di accaduto

  2. Irina ha detto:

    Dovrebbe denunciare chi ha sponsorizzato la ricerca. Non facciamo la guerra dei poveri altrimenti tra qualche anno abbiamo “Co-vid19 Plus”.

  3. Guanni53 ha detto:

    Povero Fontana. Si illude ancora di ottenere giustizia contro questo governicchio nelle aule delle procure. Ma allora non ha capito niente?

  4. eu7yZnsfvR ha detto:

    Il 29 febbraio 1896, anno bisesto, ad Adua in Etiopia, l’ allora leadership italiana mandò al massacro circa 7000 soldati, vittime di una guerra scellerata, di scelte come al solito sbagliate, unitamente ad un’ impreparazione e pressapochismo congeniti che rappresentano da secoli una costante nazionale. Oggi, contro un nemico più invisibile rispetto ad allora ma non meno spietato, la Storia si ripete ma con una differenza sostanziale. Allora , nonostante tutto, un certo senso del dovere, della responsabilità e dell’onore esisteva, per cui a coloro che dovevano sacrificarsi sul posto per consentire ad altri di arretrare veniva comunicato, ordinato palesemente, ed in tal senso, pur nella sua spietatezza, diveniva anche accettabile. Oggi le scelte vengono fatte nei corridoi del dolore, nell’anonimato dei centri rianimazione, lasciando ai medici già oberati da tutto anche la scelta di chi sacrificare. No, non è la guerra, perché in guerra, nei centri smistamento feriti è il COMANDANTE che decide la politica da adottare. Penso proprio che ad Adua, quei poveri soldati nostri che non sono più tornati non riposino in pace.

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di Monica Pucci - 9 Marzo 2020