Coronavirus, Fiorello: «Ieri sera ho vinto a Monopoli. Stiamo a casa e non torniamo al Sud»

domenica 15 Marzo 12:53 - di Aldo Garcon
Fiorello

La foto di due carte del Monopoli, la scritta “ieri sera ho vinto” e due appelli: “Stiamo a casa” e “non torniamo al Sud”. Così Fiorello ha deciso di unirsi con un messaggio chiaro e semplice sui suoi profili social agli appelli delle autorità a chi normalmente vive, lavorano e studia nelle regioni del Nord a non spostarsi a Sud. Il tutto per evitare che si allarghi l’epidemia di coronavirus che al Nord è più estesa si allarghi al Sud. Ieri aveva pubblicato un altro messaggio di sostegno per l’Italia.

Fiorello e l’appello dell’Istituto superiore di sanità

«La situazione reale nelle regioni del Sud è che il virus circola, ma c’è ancora un numero contenuto di casi. La grande opportunità rispetto a quanto successo al Nord è che si riesca a evitare l’esplosione di contagi grazie ai comportamenti di distanziamento sociale: se i cittadini riescono a essere rigorosissimi si riuscirà a garantire l’assistenza a tutti coloro che ne avranno bisogno». Lo ha detto, intervistato da Il Mattino, Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità. «Molto dipende dai comportamenti – aggiunge – abbiamo dei parametri che ci dicono quanto si diffonde il virus: tanto più velocemente si diffonde, tanto più velocemente c’è il rischio che nello stesso momento ci sia un fabbisogno elevato. Le curve epidemiche si possono modificare in funzione dei comportamenti per tutelare se stessi, ma anche le persone più fragili».

Quarantena per chi viene dal Nord

«Non abbiamo dati certi di quanti siano rientrati» da Nord a Sud. «Però certamente in tanti possono potenzialmente portare il virus. Per questo è essenziale che chi ha certezza di essere stato a contatto con persone positive, segnali la situazione alle autorità sanitarie e adotti le misure di quarantena anche in casa, per evitare di mettere a rischio i familiari. A maggior ragione se si presentano dei sintomi. Ma le regole valgono per tutti e vanno seguite rigidamente, serve responsabilità. Non è una scelta opzionale, altrimenti il sistema sanitario non ce la fa ad assistere tutti. Credo che i cittadini lo abbiano capito e invito tutti a consultare le indicazioni e le istruzioni che abbiamo pubblicato sul sito dell’Iss».

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