Coronavirus, boom di contagi tra i medici. E’ stato un delitto lasciarli senza dispositivi di sicurezza

giovedì 19 marzo 18:13 - di Massimiliano Mazzanti
medici

Medici e sicurezza. Riceviamo da Massimiliano Mazzanti e volentieri pubblichiamo, caro direttore

Mentre le televisioni pubbliche e i “giornaloni” alternano notizie allarmistiche ad appelli alla “solidarietà nazionale”, rafforzando ogni giorno di più una narrazione di quanto sta accadendo sganciata dai reali dati scientifici o statistici, leggiamo con attenzione i dati della Fondazione Gimbe. E’ un ente molto accreditato che collabora con l’Istituto superiore di sanità. E comunica come l’8.7% dei 27.000 e passa contagiati da Covid-19 (dati di ieri) siano proprio i medici e i sanitari.

Medici in trincea senza armi

Proprio l’8.7% di quei medici  “mandati in trincea senza armi”. Ora, che non fosse semplice chiudere le frontiere ermeticamente a gennaio; che non fosse semplice predisporre prima del 22 febbraio ospedali dedicati alla cura del Coronavirus e attrezzati per la Terapia intensiva; tutto ciò lo si potrebbe pure ammettere.

Certamente, però, si poteva – anzi, di doveva – procurare per tempo ai medici e ai paramedici la dotazione per operare in sicurezza. Anche perché – questo il Gimbe non lo dice, ma è facilmente intuibile -, se quasi un contagiato su 10 è medico o infermiere; se, come si sa, i tamponi fino a oggi sono stati effettuati solo nel momento in cui si è palesato il sospetto di infezione; questi medici e questi infermieri – loro malgrado, ovviamente, nello sforzo di salvare vite – avranno a loro volta contagiato qualcuno?

Niente di più facile. Se non erano neanche protetti in ospedale, figurarsi quando uscivano dal lavoro. Dunque, è legittimo il sospetto che, mentre si condannava l’intera Italia ai domiciliari, buona parte della diffusione del virus si realizzasse a causa della assurda modalità con cui si è costretto a lavorare il personale sanitario.

Se, in media, ciascun sanitario avesse contagiato 4 o 5 persone, significherebbe che almeno la metà dei contagiati avrebbe contratto il virus in quel modo. Comunque sia, già il solo dato dell’8.7% che riguarda il personale sanitario è sufficiente per ipotizzare a carico dei componenti del governo  quanto previsto dagli articoli 452 e collegati del Codice penale. E nessuno può togliere dalla testa di quegli italiani che non si fanno abbindolare dalla retorica della “grande guerra al virus” che la funzione essenziale di questa stessa retorica sia proprio quella di mascherare queste criminali vergogne.

Commenti

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  • federico 20 marzo 2020

    Non solo un delitto ma anche una cretinata. Ed è ulteriore cretinata non rendersi conto che gli ospedali sono il principale posto in cui si può esser contagiati. Altro che le gite in barca o le passeggiate nei boschi!

  • Gianni Correggiari 19 marzo 2020

    Totalmente d’accordo. Il domicilio coatto agli Italiani è il bidet alla coscienza che si è fatto il governo.

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