Cecchi Gori ottiene gli arresti domiciliari. Per i giudici rischia di contrarre il virus

sabato 7 Marzo 17:48 - di Redazione
CECCHI GORI

Ottiene gli arresti domiciliari e può, dunque, scontare la pena a casa il produttore cinematografico ed ex-presidente della Fiorentina Vittorio Cecchi Gori. Che era stato arrestato in seguito della condanna per il crac della casa di produzione cinematografica Safin. E che, attualmente, si trova ricoverato all’ospedale Gemelli di Roma piantonato dalla polizia penitenziaria.

Il magistrato di sorveglianza ha, infatti, accolto l’istanza presentata dai suoi difensori giovedì scorso con cui i legali di Cecchi Gori chiedevano la detenzione domiciliare.

Accolta l’istanza dei difensori di Cecchi Gori

La decisione dovrà essere ora ratificata dal Tribunale collegiale di Sorveglianza. Che fisserà un’udienza a breve.

L’avvocato Paola Balducci, che ha seguito, in quest’ultima fase dell’esecuzione della pena, il produttore cinematografico, esprime grande soddisfazione per l’esito della vicenda.

“Siamo soddisfatti – dice l’avvocato di Cecchi Gori all’Adnkronos – E un ringraziamento va alla magistratura di sorveglianza. Che, pur momento di emergenza a causa del coronavirus, è intervenuta con tempestività”.

Cecchi Gori è destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Corte d’Appello di Roma per un cumulo di pene di 8 anni, 5 mesi e 26 giorni di reclusione. Dovuto  a reati finanziari. Tra cui una bancarotta fraudolenta.

Per età e patologie rientra in una categoria a rischio

Nel provvedimento con cui il magistrato di sorveglianza ha disposto la detenzione domiciliare i giudici tiene conto anche dell’emergenza legata al Coronavirus.

Per il giudice Angela Salvio, infatti, il produttore cinematografico, come si legge nel provvedimento, per “l’avanzata età e per le patologie importanti da cui è affetto, rientra nella categoria di persone più esposte. Per le quali le recentissime disposizioni impartite degli organi governativi hanno esplicitamente consigliato la permanenza in ambito domiciliare. O, comunque, l’adozione di comportamenti di distanziamento sociale. Sulla base della indicazione scientifica per dette persone, di uno specifico fattore di rischio di complicazioni anche fatali collegato al rischio di contagio derivante dall’epidemia di Coronavirus attualmente corrente sul territorio nazionale”.

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