Bce, la “bomba” dopo il “bazooka”. Lagarde: «Aiuti illimitati agli Stati contro il virus»

venerdì 27 Marzo 17:16 - di Redazione
Lagarde

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Per quanto pochi ne sospettassero l’appartenenza alla benemerita categoria, bisogna riconoscere a Christine Lagarde di non essersi tirata indietro nell’ora del bisogno. L’ex presidente del Fmi è reduce da un esordio disastroso alla guida della Bce. Una sua incauta frase («non siamo qui per ridurre lo spread») mise in ginocchio le Borse europee. Solo quella di Milano bruciò 17 punti. Una Caporetto finanziaria. Quando cercò di correggere il tiro, sembrò a molti solo il tentativo di coprire il buco con una pezza. Ora si può dire che non è così. E che ha mantenuto l’impegno a non discostarsi dalla “dottrina del bazooka” fondata dal suo predecessore Mario Draghi e racchiusa nell’ormai famoso «Whatever it takes» (qualunque cosa serva).

Abolito il vincolo del 33% per gli acquisti dei titoli sovrani

Significa che la Bce non bada a spese  per mettere in sicurezza l’euro attraverso la protezione dei titoli del debito sovrano, a cominciare da quello italiano, dalla speculazione. Infatti la Lagarde aveva anche annunciato che non ci sarebbero stati «limiti al nostro impegno verso l’euro», cioè a difenderlo con ogni mezzo. Detto fatto. E due giorni fa ha abolito il vincolo del 33 per cento agli acquisti di titoli sui mercati da parte della Bce. Una bomba, silenziata e oscurata dagli ignominiosi balletti in sede Ue sugli Eurobond, con i paesi del Nord decisi a sbarrare il passo ad ogni forma di mutualizzazione del debito. Persino nella formula del Coronabond, cioè una sola emissione legata alla durata del contagio.

Germania e Olanda contro la Lagarde

Quel che Bruxelles si rifiuta di fare, lo mette ora in campo Francoforte. Ora la Bce può acquistare senza limiti i titoli di debito che i Paesi saranno costretti a emettere per salvare le loro economie dagli effetti del coronavirus. Significa che la Bce sostiene le politiche di bilancio degli Stati. Una rivoluzione se si pensa che, da anni, la separazione tra Tesoro e banca centrale è in mezzo mondo una sorta di intoccabile feticcio. Ora la parola spetta ai governi europei. Ma nulla filerà liscio. Anzi. Nella Bce non v’è unità rispetto alla decisione della Lagarde. I banchieri centrali di Germania e Olanda si sono già opposti. E già s’annunciano iniziative da parte di think thank di Berlino di investire della questione i tribunali con l’obiettivo di arrivare a Karlsruhe, dove ha sede la Corte costituzionale tedesca. La tesi è che, finanziando le politiche degli Stati, la decisione della Bce viola i trattati europei. Come se al virus di tutto questo importasse qualcosa.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • silvano 28 Marzo 2020

    in questo caso, QUALUNQUE COSA SERVA come Draghi ha detto, si dividano le strade, che sono tante…..