Altro che bazooka, Trump usa il cannone: maxi-piano da 2mila miliardi di dollari

mercoledì 25 marzo 16:18 - di Corrado Vitale

L’emergenza coronavirus sta aprendo i forzieri del mondo. Un’ondata di liquidità si sta infatti per abbattere sull’economia globale. Se Christine Lagarde ha rispolverato il famoso “bazooka” di Mario Draghi varando un piano di intervento da 750 miliardi di euro, Donald Trump usa il cannone. Il presidente americano è infatti riuscito a spingere democratici e repubblicani trovare l’accordo su un programma di intervento da 2mila miliardi di dollari.

Il piano di Trump e la raccomandazione del Fmi

Era dai tempi della grande crisi del 2008 che non sia assisteva a interventi così massicci. Lo spiegamento di tanta artiglieria è stato sollecitato, tra gli altri, dalla massima autorità monetaria mondiale: il Fmi. Quest’anno ci si attende, a livello globale, “una recessione profonda almeno quanto quella registrata  durante la crisi finanziaria globale” del 2008. Se non peggiore”. Così il direttore generale del Fondo  Kristalina Georgieva. La quale ha raccolto l’allarme lanciato  nell’incontro tra i ministri delle Finanze e i  Governatori delle banche centrali del G20.

“I costi umani della pandemia di coronavirus -continua la Georgeva-  sono già incommensurabili e tutti i Paesi devono lavorare insieme per proteggere le persone e  limitare i danni economici. Questo è il momento della solidarietà”. “Sosteniamo fortemente -conclude-  le straordinarie misure di bilancio prese in molti paesi per potenziare i loro sistemi  sanitari e proteggere i lavoratori e le imprese interessate. Siamo soddisfatti dalle decisioni prese dalle  principali banche centrali di allentare la politica monetaria. Questi audaci sforzi non sono solo nell’interesse dei singoli paesi ma nell’interesse dell’economia  globale. Saranno necessarie altre misure soprattutto sul fronte di bilancio”.

Borse mondiali euforiche, meno quelle europee

L’annuncio di Trump ha avuto un effetto euforizzante sulle Borse  Trump spinge i listini di tutto il mondo, già sostenuti dalla seduta record di Wall Street, con il Dow Jones che ieri ha registrato la migliore chiusura dal 1933 (+11,37%),

Poi però a fine mattinata l’effetto rimbalzo si sgonfia nelle Borse europee. La Borsa di  Francoforte passa in negativo e perde l’1,5%, Londra si mantiene in  modesto rialzo (+0,5%), come Parigi (+0,4%). Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è stabile in area 188 punti base. Pesano  sulle Borse europee le divisioni emerse trai governi Ue sugli strumenti da utilizzare per sostenere l’economia, con la Germania e l’Olanda contrari all’utilizzo dei cosiddetti “corona-bond”.

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Emergenza Coronavirus

In evidenza

News dalla politica