Zingaretti, solite provocazioni sull’odio. La Meloni lo annichilisce: “Da te nessuna lezione, non hai la statura”

venerdì 7 febbraio 16:11 - di Alberto Consoli
Zingaretti

Zingaretti perde una buona occasione per tacere e pretende di insegnare cos’è l’odio a Giorgia Meloni, da un pulpito non certo immacolato. La leader di FdI  aveva replicato al ministro dell’Interno Lamorgese, che  aveva messo in guardia da una emergenza odio e razzismo crescente in Italia.  Secondo Giorgia Meloni non è una narrazione realistica. “In Italia non c’è alcuna emergenza odio. Tanto meno razzismo. Le emergenze sono altre”.

Ecco che Zingaretti si mette in mezzo per attaccare la Meloni. Cerca la provocazione. Ma va a sbattere. Dalla direzione Pd il segretario dem twitta a vanvera: “In Italia non c’è un problema di odio? Cara Meloni vai a dirlo a chi è sopravvissuto ad Auschwitz; e ora deve girare con la scorta o a chi ha paura di essere esprimere le proprie idee o di essere se stesso. Il silenzio è complicità”. Queste parole meritano una rinfrescata alla memoria di Zingaretti. Che non si accorge dell’autogol. Giorgia Meloni ha gioco facile: proprio tu parli? E come si permette di citare Aushwitz in questa provocazione? Disgustoso. Proprio tu parli di odio?

Meloni le suona a Zingaretti

Giorgia Meloni replica: “Governate con odiatori seriali 5 Stelle. Tacete sulla violenza dei centri sociali. Andate a braccetto con le sardine (il cui odio organizzato puoi leggere sui social) e con chi organizza convegni giustificazionisti. E vorreste dare lezioni? Non ne avete la statura”. Bastano queste poche e incontrovertibili evidenze a Giorgia Meloni per annichilire in poche battute Nicola Zingaretti. Il quale non può certo parlare ex cathedra. Eppure dal suo poco lusinghiero pulpito, il segretario Pd  vorrebbe insegnare alla Meloni cos’è l’odio. Il basso profilo sarebbe d’obbligo. Soprattutto vista anche la recente figuraccia sulla falsa notizia della presunta sassaiola contro i cinesi a Frosinone.

Già, qualcuno dovrebbe insegnare a Zingaretti a contare fino a 10 prima di dare fiato al suo di odio e a quello dei suoi compagni di strada, cinquestelle, sardine: non aveva esitato ad aizzare la canea e la caccia al razzista per i fatti di Frosinone?. Poi rivelatisi inesistenti. A parti invertite, se uno di destra avesse preso una topica grande quanto una casa lo avrebbero linciato. A lui piacciono gli odiatori negazionisti e giustificazionisti delle foibe, il Pd ci va a braccetto, lo stiamo vedendo in questi giorni. Allora,  Zingaretti perché parla?

 

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