Umbria, Fratelli d’Italia si mobilita: obiettivo il presidenzialismo per il popolo sovrano

sabato 1 Febbraio 14:58 - di Andrea Giorni

“Vogliamo che il prossimo Presidente della Repubblica lo scelgano i cittadini e non gli accordi di palazzo”. Così dalla piazza di Marsciano (PG) il parlamentare umbro di Fratelli d’Italia e responsabile nazionale per le riforme, Emanuele Prisco.

Oggi domani a Marsciano e nelle prossime settimane in molte città dell’ Umbria nell’ambito della mobilitazione nazionale del partito di Giorgia Meloni, si raccolgono le firme per i progetti di legge di iniziativa popolare su elezione diretta del capo dello stato, abolizione dei senatori a vita, tetto alle tasse in costituzione e supremazia dell’ordinamento italiano su quello europeo.

Siano i cittadini ad eleggere il prossimo Capo dello Stato

“Allo stato attuale – spiega Prisco – abbiamo un Parlamento nel quale la forza maggioritaria, che rappresenta oltre il 30% dei parlamentari, non e’ piu’presente nel Paese. E siccome si tratta di eleggere la figura piu’ rappresentativa prevista dalla Costituzione, sarebbe assolutamente giusto far eleggere il nuovo presidente della Repubblica da un altro Parlamento, ma ancora di piu’ sarebbe giusto che lo eleggessero direttamente gli italiani”.

Firme di Fdi anche in Umbria per far contare di più il popolo

Questa la ragione per la quale Fratelli d’Italia per tutto il mese di Febbraio continuerà e terminera’ in tutta Italia e anche in Umbria la raccolta delle 50mila firme che servono per calendarizzare con un procedimento agevolato la proposta di iniziativa popolare per l’elezione diretta del capo dello stato.

L’iniziativa di Fdi, voluta proprio da Giorgia Meloni, mira ad evitare che l’elezione al Quirinale possa essere determinata proprio da un Parlamento in contrasto con gli orientamenti popolari. Tanto più che con il prossimo referendum per il taglio di deputati e senatori la rappresentanza scenderà considerevolmente. Da circa mille a 600 parlamentari. Davvero non potranno votare l’inquilino del Colle in nostro nome, sarebbe l’ultimo sfregio alla sovranità popolare. Le firme servono anche a denunciarlo. E ad evitare la restaurazione proporzionalistica.

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