Travaglio dà i numeri sulla prescrizione: «È in vigore da 13 mesi». Ma è falso

mercoledì 5 Febbraio 13:08 - di Marzio Dalla Casta
Travaglio

Quoque tu, Travaglio? E solo una riga dopo aver sferrato un calcione alla casta dell’informazione? Ebbene sì, quoque lui risucchiato nel gorgo della superficialità spesso e volentieri rinfacciata ai colleghi. E, per giunta, sul terreno preferito, quello della giustizia. Caduto sul blocca-prescrizione proprio come sull’uccello cadde a Rischiatutto l’altrettanto mitica signora Longari. Da non credere: clamoroso al Cibali, anzi al Fatto. Eppure è accaduto quando ha scritto (editoriale odierno, versetto 11) che la riforma Bonafede è «in vigore da 13 mesi». Ma che sta a dì? La legge che gli piace tanto è operativa solo dal primo gennaio di quest’anno. Praticamente, 36 giorni, compreso oggi.

Travaglio sbaglia data sulla riforma

Contare per credere. Anzi cliccare. YouTube non inganna e da quelle parti si può ammirare il Bonafede in tutta la sua nullità che gongola come un bambino mentre annuncia l’entrata in vigore della sua riforma dal primo giorno dell’anno in corso. Strano che Travaglio non l’abbia visto, facendosi così cogliere cor sorcio in bocca, sport in cui è solitamente imbattibile. Ma tant’è: l’orgasmo manettaro provato al solo annusare il “fine processo mai” gli ha giocato un brutto scherzo. L’eiaculazione precoce segnala sempre una disfunzione. Anche in un editoriale. Soprattutto se confondi la Gazzetta Ufficiale con YouPorn.

Il Fatto Quotidiano nella trincea di Bonafede

Ironie a parte, lo svarione è anche indizio che l’abituale sicumera del direttore del Fatto Quotidiano comincia a franare. Doveva capitare anche a lui prima o poi. Ma nessuno immaginava così presto e, per giunta, con i grillini così ben imbullonati alle poltrone. Segno che neppure Travaglio pensava ci potesse essere tanto mare tra il dire e il fare. Cosicché gli si stringe il cuore nel vedere i suoi protetti scaracollare dai proclami roboanti ai compromessi al ribasso. Apposta si è calato l’elmetto e si è asserragliato nella trincea del blocca-prescrizione. È in piena sindrome da ultimo giapponese. Con la differenza che lui, la sua guerra, è convinto di averla già vinta 13 mesi fa. Invece ha appena cominciato a perderla.

Commenti

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  • Enrico Longhi 6 Febbraio 2020

    Complimenti all’autore, pensare a Mastro Titta-Travaglio che confonde la Gazzetta Ufficiale con YouPorn è un’immagine esilarante.

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