Suppletive a Roma, Maurizio Leo (FdI) accusa: “Gualtieri si è sottratto al confronto”

domenica 16 febbraio 18:23 - di Redazione
elezioni, gualtieri e prodi

Elezioni suppletive tra una settimana. I residenti nel I collegio di Roma dovranno decidere il 1° marzo chi sarà a prendere il posto di Paolo Gentiloni del Pd. Le zone chiamate alle urne sono Trionfale, Prati, centro storico e rioni vari. In gara ci sono vari candidati, tra i quali Marco Rizzo per i comunisti “veri” e Mario Adinolfi per il popolo della famiglia. Ma chi se la batterà per il collegio saranno Maurizio Leo di Fratelli d’Italia. Leo è laureato in Giurisprudenza, avvocato cassazionista, docente, editorialista, già deputato di Alleanza nazionale. Dovrà sfidare Roberto Gualtieri, attuale ministro dell’Economia, europeista convinto, già eurodeputato per il Pd. Era anche il vicepresidente dei Socialisti & democratici.

Elezioni, Leo sottolinea: siamo all’opposto

Ma Gualtieri si sottrae al confronto con l’avversario diretto. Lo denuncia lo stesso Leo. “Nel mio collegio di Roma1 della Camera, dove il primo marzo si voterà per le suppletive, mi confronterò  con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. L’ho invitato a un confronto pubblico e gli ho chiesto di fare un dibattito sui temi tecnici e sulla fiscalità. Purtroppo non ha accettato. Le nostre visioni sono all’opposto. Io sono per un fisco equo, mi sono battuto contro le angherie per i contribuenti, gli studi di settore, per la flat tax e la pace fiscale”. Lo ha dichiarato Maurizio Leo (Fratelli d’Italia) candidato del centrodestra nel collegio Roma1 della Camera, parlando dal palco del palazzo di Roma, dove è in corso l’evento organizzato dalla Lega, Roma torna capitale.

Leo attacca le politiche economiche del governo

Pochi giorni fa Leo ha denunciato le politiche economiche del Conte-bis. Attraverso Gualtieri, il Conte-bis vuole inasprire l’Iva su hotel e ristoranti e su non ben identificati beni di lusso. «Una ipotesi –  prosegue – che andrebbe a penalizzare anche la famiglia che va al ristorante o in pizzeria una volta a settimana». «L’ipotesi dello switch tra Iva e Irpef – argomenta Leo – arriva all’indomani dalla mancata proroga della cedolare secca per gli affitti commerciali. Una scelta che Confedilizia giustamente ha liquidato come “gravissima”».

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