Ribelli azzurri e delusi grillini: incontri segreti in Parlamento e scambi di sms. Cosa bolle in pentola

mercoledì 19 febbraio 9:36 - di Massimo Baiocchi
ribelli

I primi sono gli ex ribelli azzurri. Si aggiungono i pentastellati fuoriusciti. Ma – a quanto si vocifera – anche gli amici di Toti. Inseguiti dai giornalisti dicono e non dicono. Di sicuro rifiutano l’etichetta di “responsabili”. Assicurano di avere un «progetto politico» con «una prospettiva di lungo periodo». Dove si posizionano? Nell’area moderata del centrodestra, ma col trattino. Sono alleati della Lega e non intendono affatto sostituirsi all’Italia Viva di Matteo Renzi.

I ribelli dicono: «Vogliamo colmare un vuoto»

Puntano a colmare il vuoto lasciato da Fi e non vogliono essere considerati stampella dell’attuale governo giallorosso o di un eventuale Conte ter. «E’ riduttivo essere considerati ciambella di salvataggio di qualcuno. Oggi è diventata una necessità tornare ad avere un partito che si collochi al centro come Forza Italia, che purtroppo non esiste più, con un chiaro riferimento al Ppe», dice uno dei parlamentari ribelli che sta lavorando alla costituzione di gruppi parlamentari autonomi, a cominciare dal Senato.

L’obiettivo è un nuovo movimento politico

L’idea è quella di fare un nuovo movimento politico, ancorato alla famiglia europopolare. Magari un partito in futuro, ma senza Silvio  Berlusconi, con proprie liste e candidati, da presentare già alle prossime regionali. Della partita sarebbero soprattutto parlamentari delusi di Forza Italia, alcuni “totiani”, ex pentastallati ora nel Misto, esponenti dell’Udc.

Le riunioni segrete dei ribelli

Il nome e il simbolo ancora non ci sono, solo ipotesi sul tavolo. Da settimane si riuniscono, riservatamente. Di recente i contatti si sarebbero intensificati (specialmente telefonate e scambio di email), perché si prova a dare un’accelerata all’operazione. A Palazzo Madama sono pronti a partire. Il senatore Paolo Romani risulta tra i più attivi a palazzo Madama e conferma all’Adnkronos: «Può darsi che si costituisca un gruppo alternativo a quello di Fi, di forte ispirazione liberale, popolare e riformista, sempre nel perimetro del centrodestra, che non intende affatto fare da stampella a Conte e sostituirsi ai renziani. Mi piacerebbe che questa operazione politica fosse un progetto per l’Italia».

«Se si va verso il proporzionale ci attrezziamo»

«E’ chiaro e ovvio – ragiona Romani, che formalmente fa  ancora parte del gruppo di Fi ma è un esponente di “Cambiamo!” – che sedalla galassia del maggioratorio si dovesse passare alla nebulosa del proporzionale, tutte le considerazioni che oggi si fanno rispetto alle coalizioni potrebbero cambiare in vista di una battaglia, dove ogni partito vale per sé…».

Dal Senato alla Camera

Se l’ex ministro dei governi Berlusconi è impegnato a fare scouting al Senato, alla Camera, invece, si dà un gran da fare Renata Polverini.  L’ex governatrice del Lazio preferisce non rilasciare dichiarazioni e dribbla con una battuta all’Adnkronos le domande sul suo ruolo nella costruzione di un nuovo movimento politico: «Io responsabile? Sono sempre stata un’irresponsabile…».

Commenti

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  • giovanni vuolo 19 febbraio 2020

    Provo grande tristezza per Romani, che stimavo ma, evidentemente, si trattava di fiducia mal riposta. Ma tranquilli, faranno la tragica fine di tutti i traditori: saranno messi sullo stesso piano degli appestati, indicati al pubblico ludibrio al loro passaggio, e saranno fortunati se non rischieranno la galera : per chiarimenti, chiedere a tal Gianfranco Fini.

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