Meloni alla Foiba di Basovizza: «Qui per rendere omaggio agli italiani uccisi dai comunisti di Tito»

lunedì 10 Febbraio 12:55 - di Giovanna Taormina
Meloni

«Nel Giorno del Ricordo ho scelto, ancora una volta, di essere qui alla foiba di Basovizza per rendere omaggio agli italiani uccisi dal disegno di pulizia etnica del maresciallo comunista Tito. Condannare ogni forma di negazionismo e rinnovare il nostro legame con la comunità italiana presente nelle terre dell’Adriatico orientale». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che questa mattina ha partecipato alla cerimonia solenne in occasione del Giorno del Ricordo presso il Sacrario della Foiba di Basovizza a Trieste. «La ricorrenza di oggi non è solo l’occasione per onorare i martiri delle foibe e il dramma dell’esodo istriano, fiumano e dalmata, ma anche il momento per celebrare il rapporto dell’Italia con i connazionali che vivono in Istria, a Fiume e in Dalmazia. Un legame – spiega Meloni – che non si spezzerà mai e che è un dovere delle Istituzioni rafforzare ogni giorno».

Meloni a Basovizza, il web: «La memoria da sola non basta»

Tantissimi i commenti del web al post di Giorgia Meloni. Scrive Lino Ricchiuti: «La memoria delle vittime delle foibe continua ad essere taciuta nelle aule delle nostre scuole e “negata” da chi, ironia della sorte, si è tanto battuto per fare approvare anche in Italia una legge contro il “negazionismo”… come sempre grazie Giorgia». Un utente ricorda: «Bambini che in quelle terre andavano a scuola e crescevano con usi e costumi italiani. Genitori premurosi, esseri umani che amavano la propria terra e il quieto vivere. Una testa di rapa ha posto fine alle loro vite. ricordarsi di tutta quella povera gente è un dovere nazionale. Se qualcuno non è d’accordo è meglio per lui che non si venga a sapere o meglio ancora, vada a vivere fuori da questa nazione». Un altro aggiunge: «I politici con la loro assenza dimostrano ancora una volta di essere dalla parte sbagliata della storia. Minimizzare, negare, giustificare il tutto è semplicemente aberrante come la loro assenza. Grazie Giorgia». Per Roberto «la memoria da sola non basta. Ci vuole la coerenza e la coscienza di chi vuole che la verità venga riconosciuta ad ogni costo. I morti non hanno colore o appartenenza, i martiri della pazzia degli uomini sì!!! Questo è il negazionismo, specialmente dei vincitori».

Commenti

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  • Marcello Zucchini 11 Febbraio 2020

    Sì, ma aggiornatevi al millennio attuale. Adesso il negazionismo è anche chi nega esista l’alienazione genitoriale, cioè il genitore separato (di solito la madre), che istiga l’odio e la paura nei figli per l’altro genitore e gli altri nonni. Ricordiamoci invece che la Parental Alienation è stata inclusa nel International Classification of Diseases, Revision 11 (ICD-11).
    Comunque i soggetti che negano l’alienazione parentale, guarda caso, sono gli stessi che negano le foibe.

  • Maddalena Cuscé 10 Febbraio 2020

    Onore ai martiri delle Foibe, perché non si dimentichi l’orrore di quei giorni.
    Grazie a tutti voi.

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