Libia, l’Ue ora pensa solo alle armi. Meloni: “Serve il blocco navale contro l’immigrazione clandestina”

martedì 18 febbraio 13:19 - di Natalia Delfino
libia

“Se si può impedire l’arrivo di armi, si può anche impedire la partenza dei barconi degli scafisiti”. All’indomani della decisione della Ue di sospendere la missione Sophia, Giorgia Meloni rilancia la necessità del blocco navale come misura di contrasto più efficace contro il traffico di uomini. E, quindi, l’arrivo in Italia di centinaia di clandestini. “Basta prese in giro, serve il blocco navale per fermare l’immigrazione illegale di massa”, ha scritto la leader di FdI sui suoi social, commentando le misure di contrasto al traffico d’armi in Libia.

L’operazione contro il traffico di armi in Libia

Ieri il Consiglio Affari esteri dell’Ue ha deciso la sostituzione della missione Sophia con una nuova missione. La prima aveva il compito di contrastare l’immigrazione clandestina, la seconda sarà di pattugliamento navale e aereo per vigilare sull’applicazione dell’embargo di armi per Tripoli. L’Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell, ha annunciato la misura sostenendo che “abbiamo raggiunto un accordo politico che pensavo fosse impossibile”. “Abbiamo concordato di lanciare una nuova operazione nel Mediterraneo e l’operazione Sophia sarà chiusa”. “La sua fine – ha aggiunto – era prevista per il 20 marzo e per quel giorno l’operazione terminerà. Ma lanceremo una nuova operazione nel Mediterraneo, che avrà come obiettivo attuare l’embargo sulle armi deciso dal Consiglio di sicurezza dell’Onu”.

L’Ue fa spallucce sui migranti

L’operazione, ha poi chiarito Borrell, “manterrà altri compiti secondari, anche combattere il crimine organizzato responsabile delle migrazioni e anche l’addestramento della Guardia Costiera e della Marina libiche”. Dunque, la priorità è la lotta al traffico d’armi e solo secondariamente l’operazione si occuperà di contrasto al traffico d’uomini. Con buona pace degli Stati membri che hanno manifestato, come ricordato dallo stesso Commissario, “legittime preoccupazioni riguardo al potenziale impatto sui flussi migratori, il cosiddetto effetto di attrazione”. “Questo sarà osservato con attenzione e riportato regolarmente al comandante. Nel caso si osservi un pull factor sui migranti, le navi verranno ritirate dalle aree interessate”, si è limitato a rassicurare Borrell.


Commenti

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  • maurizio pinna 18 febbraio 2020

    Va in onda l’ennesima sciocchezza targata EU, sorella di Sophia. Pattugliare il Mediterraneo alla ricerca di armi è una balla, come quando ci raccontano che “per caso” le ONG si imbattono nei traghettanti. L’ ultimo blocco navale che aveva un minimo di efficacia operativa fu quello degli USA vs Cuba, ma Cuba è un ‘isola per cui basta formare una sorta di cerchio. Innanzitutto costituire un blocco navale significa DICHIARARE GUERRA allo Stato verso cui si pone in atto: secondo voi la EU ha i fondamentali per far ciò? Ne dubito. Poi si tratta di fermare tutte le navi che si muovono nel Mediterraneo, h24, e se non si fermano? Le abbordiamo? Le assaltiamo? Facile? Non direi proprio. Penso che verrà fatto qualcosa che non risolverà un bel niente, con relativa figura da fessi.

  • Sandro Cecconi 18 febbraio 2020

    Giorgia, continua a martellare senza pietà. L’attuale governicchio ha di nuovo svenduto l’Italia alla UE.

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