In Lombardia salgono a 14 i casi di contagio. Due in Veneto. Salvini: e ci dicevano che eravamo sciacalli…

venerdì 21 Febbraio 18:48 - di Redazione

Ci sono altri otto casi positivi: 5 sanitari e 3 pazienti. Lo ha detto l’assessore al Welfare della Lombardia Gallera in una conferenza stampa facendo il punto sul contagio nel Lodigiano. Salgono così a 14 i casi di contagio in Lombardia. Sono risultati negativi i sei pazienti che hanno eseguito i test all’ospedale di Genova mentre altri due casi sono stati riscontrati in Veneto. Per i due casi del Veneto si attende la conferma definitiva dallo Spallanzani.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha ringraziato innanzitutto la Lombardia per la tempestività con cui si è fronteggiata l’emergenza. E ha quindi illustrato un’ordinanza, concordata con il presidente della Lombardia Fontana, con l’obiettivo di circoscrivere il contagio del virus. L’ordinanza prevede nei comuni interessati la sospensione degli eventi pubblici, delle attività lavorative per le imprese della zona, delle attività scolastiche. Questi i comuni dell’area interessata dall’ordinanza in cui si sono mosse  le persone individuate oggi come positive: Codogno, Castiglione, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castel Gerundo e San Fiorano.

Le strutture per l’isolamento dei soggetti da mettere in quarantena sono state individuate e sono già pronte. Si trovano a Milano e a Piacenza. Le misure sono drastiche ma non devono spaventare, ha affermato il governatore Fontana: “Si tratta dell’unico modo per circoscrivere il virus”.

Sul contagio in Lombardia Matteo Salvini, nel corso di una diretta Fb, ha detto: “Pretendo che il governo controlli chi entra e chi esce. Dicevano che eravamo sciacalli noi della Lega quando lo dicevamo qualche settimana fa. E ora si scopre che dei soggetti” colpiti dal coronavirus “giravano da almeno quindici giorni” per il Paese. “E’ meglio un controllo in più che un controllo in meno…”.

Commenti

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  • maurizio pinna 22 Febbraio 2020

    Non siamo preparati e non ci siamo abituati. Anni di anarco buonismo e catto buonismo ci hanno imposto dei falsi valori che hanno provocato l’ invasione dell’ Italia e l’ abitudine a considerare “aperte” le porte della Nazione. Ora nel caso, non prescindibile, che l’ Africa divenga l’inferno non si potrà escludere la dichiarazione dello stato d’emergenza nazionale e subito dopo dello stato d’assedio per esempio di tutta la fronte marittima.
    Il Presidente sarà pronto e tempestivo a farlo? Perché se gli africani dovessero arrivare a migliaia e non si è rapidi a reagire, e si comincia con le procure, e si fanno i distinguo, MOLTI di noi potrebbero MORIRE. Farlo poi non servirebbe a molto. Eppure c’era già stato EBOLA e i compagni hanno continuato col loro maledetto pensiero unico. Ricordo solo una cosa ai compagni: che non hanno il diritto di continuare a decidere per la vita degli altri e che la “spagnola”, nel 1918, colpì sia a destra che a sinistra. Il VIRUS se ne frega del pensiero unico.

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