Gli anarchici sobillano, i migranti eseguono. Al Cpr di Torino mattoni contro gli agenti: 11 feriti

lunedì 3 febbraio 14:27 - di Sveva Ferri
anarchici

Undici persone, 9 poliziotti e due militari dell’esercito, sono rimasti feriti in una nuova rivolta di migranti nel Cpr di corso Brunelleschi a Torino. Nella stessa struttura nelle scorse settimane era stato appiccato un incendio durante una sommossa. Stavolta i migranti ospiti del centro di rimpatrio hanno divelto mattoni dai muri e li hanno lanciati contro le forze dell’ordine e i militari in servizio. La rivolta, che si è consumata stanotte, è arrivata al termine dei “Tre giorni contro il Cpr”, la mobilitazione promossa dai gruppi anarchici del centro sociale Gabrio e del Prinz Eugen contro queste strutture. Avviata venerdì 31, la mobilitazione si è conclusa proprio ieri, quando in qualche modo il “testimone” degli anarchici è stato raccolto dai migranti.

“La regia occulta degli anarchici dietro le rivolte”

Sul caso indaga la questura, che per identificare i responsabili sta anche analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza del Cpr. Intanto agli agenti e ai militari feriti, che hanno avuto prognosi dai 3 ai 5 giorni, è arrivata la solidarietà del presidente del consiglio regionale del Piemonte, Stefano Allasia. “È  inaccettabile che siano rimasti feriti colpiti da mattoni mentre facevano il loro lavoro”, ha detto Allasia, per il quale “atti come questi sono da reprimere con fermezza”. Per Allasia, poi, non ci sono dubbi sul fatto che “dietro a queste violenze c’è una regia occulta guidata dalle frange estremiste degli anarchici“. “Le rivolte presso il Cpr di Torino sono ormai all’ordine del giorno. Nessuna tolleranza – ha avvertito – verso delinquenti e violenti. Serve il pugno duro”.

Ricca: “È l’ora di dire basta. Subito i rimpatri”

Piena solidarietà agli uomini delle forze dell’ordine vittime del lancio di mattoni, e non solo, è arrivata anche dall’assessore regionale alla Sicurezza, Fabrizio Ricca. “La situazione è grave e – ha chiarito – bisogna procedere immediatamente al rimpatrio di chi si macchiano di questi gesti”. Anche per Ricca, inoltre, “è l’ora di dire basta a questa violenza continua, rinfocolata dai centri sociali che sostengono chi aggredisce le forze dell’ordine“.

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza