Coronavirus, Regimenti (Lega): «Made in Italy in ginocchio, il governo sostenga le imprese»

mercoledì 26 febbraio 18:10 - di Redazione

 “La diffusione del Coronavirus nel nostro Paese sta mettendo in ginocchio il ‘made in Italy’. Per questo chiedo al Governo di fare il possibile per aiutare le imprese oggi in difficoltà. A sostegno delle aree colpite, la Lega ha avanzato delle proposte concrete, come ad esempio la cassa integrazione in deroga per le micro imprese; la ‘tax free zone’; la sospensione dei versamenti previdenziali e delle rate dei mutui; un fondo straordinario per l’affitto dei locali commerciali; un piano straordinario per il turismo”. Lo afferma l’eurodeputata della Lega Luisa Regimenti (ID), membro della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, che aggiunge: “Allo stesso tempo, il Governo deve intensificare il dialogo con l’Unione Europea, perché è urgente condividere un nuovo patto su deficit e aiuti di Stato che agevoli i Paesi membri nell’azione di contrasto all’emergenza Coronavirus”.

“Preoccupa – sottolinea l’esponente leghista – l’analisi condotta dalla Coldiretti sui dati Istat di gennaio 2020 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dalla quale risulta che le esportazioni in Cina sono crollate dell’11,9%. Un brutto colpo per l’agroalimentare italiano, che proprio nel paese asiatico nel 2019 aveva fatto registrare un promettente aumento del 5% nell’export di cibi e bevande. Oggi, a causa del Coronavirus, ci sono ostacoli al libero flusso commerciale e nei trasporti di persone e merci, così molte aziende presenti sul territorio italiano soffrono una crisi che va oltre l’export con la Cina e interessa tanto i mercati su scala mondiale quanto quelli interni”.

“Il ‘made in Italy’ ha quindi bisogno di essere tutelato e incentivato” ribadisce Regimenti, che invita “sindacati e istituzioni” a “collaborare per mettere in campo soluzioni realistiche per evitare perdite economiche che, a ricaduta, andrebbero a incidere pericolosamente su occupazione e welfare sociale. Ma anche per scongiurare – conclude – che l’Italia resti isolata, considerate le chiusure o limitazioni negli spostamenti che stiamo registrando da parte di altri Paesi, come Turchia, Russia, Spagna e Francia, o gli Usa, che hanno alzato il grado di allerta per i viaggi nel nostro Paese, mettendo a rischio l’intero comparto del turismo”.

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