Coronavirus, lezione di stile da Marsilio. Esempio di sobrietà e lucidità (video)

venerdì 28 Febbraio 17:11 - di Gabriele Alberti
Coronavirus

Coronavirus, una bella lezione di stile da parte del governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio. Una lezione di sobrietà che aiuta non poco a manterersi lucidi  e a non generare psicosi. Come ha fatto in questi giorni il governo con una comunicazione “schizofrenica” che ha prodotto confusione e panico. Nonostante il caso accertato a Roseto, “l’Abruzzo non vedrà mutata la sua classificazione di ‘regione senza cluster’: trattandosi cioè di un contagio che è stato esterno e dunque non c’è alcun focolaio del virus sul nostro territorio regionale”.

Sobrietà e sicurezza: la comunicazione di Marsilio

Con calma e sensibilità ha fatto il punto della situazione rispondendo ai giornalisti in conferenza stampa. “Stiamo monitorando tutti i casi sospetti mettendo in quarantena le personeche hanno avuto contatti con persone risultate positive”. Marsilio ha ribadito la collaborazione “con la Protezione civile e con ministero della Salute. “Adottiamo le misure che gli operatori sanitarie gli scienziati stanno indicando”.

Coronavirus, l’Abruzzo “non chiude”

Pertanto, ha ribadito il governatore dell’Abruzzo, “la nostra Regione non adotterà alcuna iniziativa difforme da quanto previsto dalle linee guida nazionali e proprio per questo non ci sarà, al momento, alcun provvedimento di chiusura di scuole o di uffici pubblici: in linea con le indicazioni del Ministero della Salute e del Commissario di Governo. Viva la faccia: Marsilio ha mantenuto la stessa posizione coerentemente dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, senza farsi prendere da smanie di protagonismo. Comunicazione chiara e fondata sulla concretezza. Un modo di comunicare che infonde sicurezza.

In questi giorni in cui ne abbiamo viste di tutti i colori, vale la pena segnalare un esempio di comunicazione istituzionale che ci piace. Durante la conferenza è stato dato anche l’annuncio di una riunione del Crea, il comitato regionale emergenze, per coordinare le attività dei pronti soccorso. E soprattutto per individuare il presidio ospedaliero che si farà carico – eventualmente dovesse insorgere una necessità – dei casi di pazienti contagiati che avessero bisogno del ricovero in rianimazione. Ha inoltre spiegato che sono in corso le procedure per l’attivazione di un numero unico regionale per l’emergenza, da affiancare al numero nazionale 1500. Poche parole, chiare, senza contorsioni e contraddizioni. Esempio da imitare…

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