Coronavirus, il virologo Burioni: urge contenere il contagio. Non è la peste, ma neanche banale influenza

mercoledì 26 febbraio 12:54 - di Lara Rastellino
Il virologo Roberto Burioni foto Ansa

«Mi dispiace per la mia frase in cui ho definito la collega Gismondo del Sacco “signora”. È stata una frase sfortunata». Chiede scusa, il virologo Roberto Burioni, e lo fa dai microfoni della trasmissione radiofonica Circo Massimo in cui è appena stato ospitato. un vizio di forma. Una scivolatina lessicale, ma niente di più, quella in cui è inciampato il professore nei confronti della responsabile del laboratorio dell’ospedale Sacco di Milano. Sulla sostanza del discorso che distanza le posizioni dei due scienziati, infatti, nessuna marcia indietro. Questo virus è contagioso, insiste a dire Burioni. Può essere pericoloso e va arrestato…

Coronavirus, il virologo Roberto Burioni, «ora bisogna contenere il contagio»

Quindi, al centro del dibattito su contagio e prevenzione, analisi dei dati e rischi effettivi, il virologo torna ad affrontare la questione “emergenza”. E lo fa al netto delle polemiche politiche o degli scontri in atto all’interno del governo stesso, e tra esecutivo e governatori. Così, parlando poi della necessità stringente di agire subito, e seguendo precise modalità d’intervento, ha aggiunto: «La mortalità di questa malattia è l’1%. Quello che la rende pericolosa per la nostra sanità è il numero di persone che vanno in terapia intensiva. Questo potrebbe aumentare la mortalità per altri casi, come gli infarti». Un richiamo al senso di responsabilità e alla calma che Burioni ha rinnovato anche oggi rinnovando l’esortazione a non intasare i pronto soccorso perché «siamo passati dalla fase in cui dovevamo impedire l’ingresso del nuovo coronavirus in Italia – evidenzia – alla fase, importantissima, in cui dobbiamo contenerlo».

Il coronavirus, «non è la peste nera, ma neppure una banale influenza»…

Certo, spiega poi facendo il punto della situazione attuale, «il fatto che non ci siano altri focolai diffusi è un dato molto positivo» ha detto il virologo. Sottolineando: «Credo che sia stata una buona idea chiudere le scuole. I bambini non sono particolarmente in pericolo, però allo stesso tempo se i bambini si ammalano in maniera lieve vanno a scuola e il contagio si diffonde». Quindi, la sollecitazione finale: «Questo virus non è come un’influenza: è un virus contagioso, che può essere pericoloso. Non è la peste nera, ma non è un’influenza. Va arrestato il contagio. E non è il momento delle polemiche: bisogna essere tutti uniti». Perché, come ha ribadito a più riprese in questi ultimi il divulgatore scientifico, su argomenti e situazioni di questa rilevanza, la vera arroganza è quella di persone che parlano di argomenti complicati senza aver studiato. Di virologi della domenica ce ne sono tanti anche adesso. E sono più pericolosi degli antivaccinisti». E a buon intenditor, poche parole…

 

 

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