Conte, l’estremista del trasformismo. Così “Giuseppi” si prepara a rimpiazzare Renzi

7 Feb 2020 11:28 - di Lando Chiarini
Conte

Se esistesse la palma di peggior protagonista di questa infausta stagione politica, la meriterebbe certamente Giuseppe Conte. Il sedicente Avvocato del popolo – in realtà il piazzista di se medesimo – è una summa antropologica dei nostri vizi. Un genio della stirpe in negativo, la cui mal riposta ambizione fa rimpiangere persino il longanesiano “tengo famiglia”, di cui il contiano “tengo me stesso” è certamente involuzione. Nella maestosa decadenza dell’impero asburgico – il regno di Cacania descritto da Robert Musil -, uno come lui avrebbe incarnato l’archetipo dell’«uomo senza qualità». Da noi, invece, la paraculaggine mista a totale assenza di principi lo catapulta direttamente sulle tavole dell’avanspettacolo col ruolo di macchietta. In versione se possibile peggiorativa dei nostri difetti nazionali.

È riuscito a governare con e contro Salvini

Conte è indubbiamente un estremista del trasformismo. Governare un giorno con Salvini e quello dopo contro Salvini richiede pelo sullo stomaco e non comune sprezzo del ridicolo. Anche noi italiani, persino noi, da sempre adusi ai ribaltoni e tutti intransigentemente antifascisti dal 26 luglio del ‘43, anche noi, persino noi siamo rimasti di stucco nell’assistere all’impercettibile oplà con cui questo signore ha cambiato tutto conservando se stesso. E pare sia già pronto a farsi adottare a distanza dal cardinalume per rimpiazzare il recalcitrante Renzi con non meglio individuate truppe centriste catechizzate, dicunt, Oltretevere.

Conte amara parodia del Gattopardo

Deputati e senatori come pezzi di ricambio per la manutenzione di maggioranze senz’anima e senza numeri. Grillini e forzisti per lui pari sono. E poi gli impresentabili sono gli altri, i sovranisti e i populisti. «Noi fummo i gattopardi, i leoni. Dopo di noi verranno sciacalli e iene», sussurra il principe di Salina al piemontese Chevalley sceso in Sicilia ad offrirgli il laticlavio senatoriale nella nuova Italia voluta da Cavour. Di quell’amara profezia Conte, privo com’è di qualsiasi altezza, è solo parodia. Anche se nessuno meglio di lui riesce a violare le leggi della fisica. Galleggia sul nulla, si barcamena nel vuoto e nutre d’aria la propria (in)azione politica. Con un unico obiettivo: sopravvivere a tutto e a tutti. L’unica abilità che veramente conta in quest’Italietta di comari e de sinistra. 

Commenti

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  • giulio 7 Febbraio 2020

    Che cosa ci si poteva aspettare da un personaggio proposto dai 5 stalle. Loro stanno sprofondando e spariranno dalla scena politica ma L’Avvocato del popolo è diventato l’avvocato di se stesso avendo capito che potrebbe fare la stessa fine si aggrappa al PD che pur di non andare a votare farebbe un governo con chi chiunque. Ma attenzione in politica le cose cambiano repentinamente. All’Avocato di se stesso la storia di un certo Matteo Renzi non gli ha insegnato nulla.