Complimenti alle Sardine. Junior Cally, il cantante che esalta stupro e femminicidio, tifa per loro

martedì 4 febbraio 11:05 - di Leo Malaspina

“Lei si chiama Gioia, ma beve poi ingoia/Balla mezza nuda, dopo te la da/Si chiama Gioia perché fa la troia (…) L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa / C’ho rivestito la maschera”. Questo “simpatico” testo, firmato dal cantante Junior Cally, non ha impedito al rapper romano di partecipare, da star, al prossimo Festival di Sanremo. Oggi, alla vigilia della prima serata, arriva anche l’endorsment politico di quel “gentiluomo” con la maschera. «Io voto Sardine tutta la vita». Poi si concede anche il lusso di attaccare Salvini, che aveva polemizzato sulla sua presenza a Sanremo. «Mi vergogno di quel cantante che paragona donne come troie, violentate, sequestrate, stuprate e usate come oggetti. Lo fai a casa tua, non in diretta sulla Rai e a nome della musica italiana». Parole non gradite al serenissimo e pacifico rapper…

Junior Cally: io sto con le Sardine

«Non ho paura delle contestazioni. Affronterò con professionalità qualsiasi cosa accada, devo rispettare quel palco, la musica italiana, la canzone che porto». Parla così Junior Cally raggiunto dai cronisti a bordo campo di una partita di calcetto, organizzata dal suo team con discografici e giornalisti. A chi gli chiede se voglia rispondere a Salvini, taglia corto. «Io sono un cantate non sono un politico, Salvini è un pesce grosso quindi non credo di rispondere».

E in effetti ai pesci grossi dichiara di preferire le Sardine. In un’intervista a Leggo aggiunge infatti: «Sardine tutta la vita», dice il rapper di Focene, in gara a Sanremo con “No,grazie”. Che l’impegno politico non gli fosse estraneo si capiva già dal testo antipopulista del brano sanremese. E anche dall’invettiva contro i due Mattei della politica italiana: «Spero si capisca/che odio il razzista/che pensa al Paese/ma è meglio il mojito/e pure il liberista di centrosinistra/che perde partite/e rifonda il partito». Ma alla domanda se stia con i 5 Stelle, il rapper risponde: «No, nemmeno con loro». Per i pentastellati ha votato l’ultima volta. “Ma non lo rifarei mai», aggiunge. Meno male, avranno pensato i grillini.

Il cantante romano fa la vittima

Junior Cally racconta che nelle ultime settimane “il male più grande è stato quello psicologico”. «Siamo partiti da ‘chi è questo?’ a essere il nemico pubblico numero uno». Quanto al brano del 2017 finito nel mirino, il rapper dice: «Il linguaggio di ‘Strega’ non ha qualcosa di sbagliato, va capito. Chi non lo conosce deve cercare di capirlo. Non lo trovo assolutamente sbagliato. La canzone rappresenta uno spaccato di società, io sono contro la violenza di ogni tipo». «Se cominciamo a leggere le prime quattro righe, ci accorgiamo che è un elogio alla non violenza. Dico di non rispondere alla violenza con altra violenza ma con le parole», prosegue Junior Cally, all’anagrafe Antonio Signore.

Il rapper non ci sta a passare come quello che scrive i testi sessisti e violenti: «Se noi andiamo ad aprire la mia discografia troviamo anche canzoni d’amore. Sono un ragazzo normale. Sono innamorato oggi e lo sono stato tante volte. Rispetto la donna assolutamente, io lì racconto una storia. Facciamo fiction, come esistono tanti film violenti, esiste il linguaggio violento anche nella musica».

Commenti

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  • sergio la terza 5 febbraio 2020

    Il festival 70enne è vecchio ed ha perso la canzone italiana per strada.-FINIAMOLA QUI NE GUADAGNERÀ LA CANZONE È la RAI (10 vestiti per Amadeus)

  • maurizio pinna 4 febbraio 2020

    Il Festival si colloca puramente come sarebbe stato nell’UNIONE SOVIETICA, ove ogni evento contribuiva a celebrare i fasti di un REGIME MARXISTA-LENINISTA.

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