Capaci, l’ex-007 accusato dal pentito: non c’ero, ero a un corso all’Istituto superiore di Polizia

martedì 25 Febbraio 13:39 - di Roberto Frulli
CAPACI , LA STRAGE CON CUI LA MAFIA HA UCCISO GIOVANNI FALCONE, LA MOGLIE FRANCESCA MORVILLO E LA SUA SCORTA

«Sono indagato e non parlo ma voglio solo dire una cosa: io non c’entro niente con la strage di Capaci. Quel giorno mi trovavo a fare un corso di soprintendente all’Istituto superiore di Polizia».

Sono queste le uniche parole pronunciate da Giovanni Peluso, l’ex-poliziotto ed ex-007 indagato per la strage di Capaci, nel processo d’appello che si celebra all’aula bunker del carcere di Caltanissetta.

Dopo la breve dichiarazione spontanea, Peluso ha risposto a un legale che gli chiedeva se ha denunciato per calunnia il pentito Pietro Riggio, che lo accusa della strage di Capaci.
Ma Peluso ha risposto di no. E, subito dopo, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Così come aveva annunciato al suo arrivo in aula.

L’ex-poliziotto ed ex 007 indagato per la strage di Capaci, si è presentato questa mattina all’aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta nel processo cosiddetto Capaci-bis, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.

La Corte d’assise d’appello di Caltanissetta aveva disposto l’accompagnamento coattivo di Peluso poiché nella scorsa udienza non si era presentato in aula. E non aveva inviato alcuna giustificazione per l’impedimento.
Oggi, invece, l’ex-007 si è presentato in aula accompagnato dal suo legale. Ma ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Tuttavia, di fronte alle eccezioni sollevate dalla difesa, la Corte, presieduta da Andreina Occhipinti, ha deciso di riunirsi in Camera di consiglio.

Cinque gli imputati del processo d’appello: Salvo Madonia, Lorenzo Tinnirello, Cosimo Lo Nigro, Giorgio Pizzo e Vittorio Tutino.
Quanto a Giovanni Peluso, l’ex-sovrintendente di polizia con un passato in servizio a Napoli e Roma, è stato indagato per la strage di Capaci e per associazione mafiosa in seguito alle dichiarazioni del pentito Pietro Riggio.

Secondo l’accusa della Procura di Caltanissetta il campano Peluso avrebbe ricoperto il ruolo di «compartecipe ed esecutore materiale della strage di Capaci».

Peluso doveva essere sentito proprio in merito alle dichiarazioni fatte dal pentito Pietro Riggio.
Il collaboratore ha raccontato ai pm che il poliziotto gli rivelò di aver preso parte alla strage di Capaci.
«Un ex-poliziotto (Giovanni Peluso, ndr) mi ha confidato di aver partecipato alla fase esecutiva della strage Falcone», raccontò Riggio. E aggiunse: «si sarebbe occupato del riempimento del canale di scolo dell’autostrada con l’esplosivo. Operazione eseguita tramite l’utilizzo di skateboard».
Ma Peluso nega: «quel giorno mi trovavo a fare un corso di soprintendente all’Istituto superiore di Polizia».

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