«Camminare fa bene al cervello, riprendiamo le scarpette da ginnastica»: i consigli dell’esperto

venerdì 14 Febbraio 9:17 - di Redazione
camminare

È un’attività alla portata di tutti. I suoi effetti sono più che positivi. Non riguardano solo il fisico, questo dev’essere ben chiaro e deve far riflettere. «Camminare ha benefici immensi per tutti i nostri organi e apparati. Ma forse dimentichiamo l’effetto che ha sul cervello». Bisogna infilarsi le scarpe da ginnastica, quindi. Anche dopo gli “anta”. «Camminare almeno mezz’ora al giorno e in modo veloce, a tutte le età, aumenta il numero dei neuroni del nostro cervello. Quindi memoria e capacità cognitive. Ma aumenta anche la vascolarizzazione del cervello. Dà energia a queste nuove cellule». A spiegarlo all’AdnKronos Salute è Sergio Pecorelli, professore emerito di Ginecologia e ostetricia dell’Università di Brescia. È componente del Comitato scientifico Fmsi (Federazione medico sportiva italiana). L’esperto sottolinea i benefici meno noti di questa attività fisica, davvero alla portata di tutti.

Camminare mezz’ora al giorno in modo veloce

Se camminare per Pecorelli «è una sorta di medicina», quali sono le dosi corrette di questa terapia? «Si parla spesso dei famosi 10mila passi al giorno, tutti abbiamo un contapassi sul telefonino. Ma l’unità di misura più corretta è rappresentata dai minuti. L’ideale, lo dice anche l’Organizzazione mondiale della sanità, è fare almeno mezz’ora al giorno di camminata veloce, minimo per 5 giorni a settimana», assicura l’esperto. Quando cominciare? «Da subito: già quando il bambino ha 2 mesi bisogna lasciarlo libero di muoversi – risponde lo specialista – Poi dai 2 ai 5 anni deve fare almeno 3 ore al giorno di movimento», dal gioco allo sport.

Un elemento chiave di fronte a una popolazione che invecchia

«In qualunque momento della nostra vita – assicura Pecorelli – il movimento ha un impatto fondamentale di prevenzione delle malattie e di mantenimento delle nostre capacità fisiche e mentali». Un elemento chiave, di fronte a una popolazione mondiale che invecchia. «Oggi sono più di 50 milioni nel mondo le persone che soffrono di Alzheimer, la forma più diffusa di demenza. Nel 2050 si pensa che saranno 135 milioni, un po’ in tutti i continenti. E questo dato è molto preoccupante. L’unica cosa che possiamo fare è prevenzione.E la prevenzione migliore è l’esercizio fisico»

Per continuare a leggere l'articolo abbonati oppure accedi

Emergenza Coronavirus

In evidenza

News dalla politica