Brexit, l’assurda storia di un 95enne italiano: prende la pensione da 32 anni ma deve provare la sua residenza

lunedì 17 Febbraio 16:18 - di Giorgia Castelli
Brexit

Emigrato da ragazzo, il 95enne Antonio Finelli vive in Gran Bretagna dal 1952. Ma ora, malgrado riceva la pensione da 32 anni, le autorità gli hanno chiesto di provare la sua residenza per poter rimanere con la Brexit. A raccontare il suo caso è oggi il Guardian, che sottolinea le difficoltà, l’ansia e lo stress a cui vengono sottoposti molti anziani cittadini dell’Ue costretti a pratiche complicate per ottenere l’agognato “settled status”. «Ricevo la pensione e ho lavorato tutta la mia vita, non capisco perché devo fornire tutti questi dati bancari. Sono qui da tanti anni, perché mi trattano come se non esistessi?», si chiede Finelli.

Brexit, provare la residenza

Dimitri Scarlato, volontario del centro Inca Cgil di Londra a cui si è rivolto Finelli per l’assistenza, spiega che uno dei problemi è la mancata digitalizzazione dell’intero sistema pensionistico britannico. Per questo capita che alcuni pensionati, una volta presentata la domanda per rimanere, ricevano la richiesta di provare la loro residenza da almeno cinque anni, in quanto risultano sconosciuti al sistema. Vedovo e sopravvissuto al suo unico figlio, l’anziano Finelli ha dovuto chiedere aiuto per una questione per lui vitale, rimanere nel paese dove vive da 68 anni.

Secondo caso in una settimana

Il suo è il secondo caso assurdo in una settimana dopo quello di un suo compatriota e amico. Il caso è quello di Giovanni Palmiero che vive a  Londra dal 1966 e l’Home Office chiede che i suoi genitori confermino la sua identità affinché possa restare in Gran Bretagna dopo la Brexit. L’uomo si è recato in un centro di consulenza a Islington, nel nord di Londra, per richiedere lo status di residente. Ma quando un volontario ha scannerizzato il suo passaporto usando l’app dall’Home Office nell’Ue, ha interpretato erroneamente il suo anno di nascita: invece che 1919 ha letto 2019. Il motivo? Il sistema elabora solo le ultime due cifre. Poiché l’app credeva che il bisnonno fosse solo un bambino, gli ha chiesto di inserire i dettagli di residenza di suo padre per completare la domanda.

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