Violenza contro medici e infermieri, il ddl per la loro sicurezza da solo non basta. Ecco cosa fare

domenica 26 gennaio 11:56 - di Desiree Ragazzi
Violenza contro medici e infermieri

Gli episodi di violenza contro medici e infermieri negli ospedali rappresentano ormai una vera e propria emergenza. Le aggressioni verbali o fisiche sono all’ordine del giorno. Lo scrive in un articolo pubblicato sulla pagina Facebook di 7 Colli, Ivo Camicioli.

Secondo i dati diffusi dall’Inail, si legge,  la categoria maggiormente coinvolta è quella degli infermieri che sono i primi a intercettare i pazienti al triage dei Pronto Soccorso, in ambulanza o nell’assistenza domiciliare. A seguire ci sono i medici, specialmente quelli addetti al servizio di continuità assistenziale. All’interno di queste categorie sono maggiormente coinvolte le donne, sia perché sono in maggior numero tra gli operatori del settore, sia perché sono più esposte. La cronaca di questi tempi ci ha raccontato di agguati a danno delle ambulanze, molestie e violenze a danno di operatori della guardia medica, pestaggi in pronto soccorso e aggressioni di ogni genere. L’ultimo episodio eclatante si è verificato la settimana scorsa al San Giovanni di Roma dove un paziente ha minacciato con un coltello il personale del pronto soccorso scatenando il panico.

Violenza contro medici e infermieri, un ddl per la loro sicurezza

7 Colli ricorda che per fronteggiare il fenomeno è stato presentato uno specifico disegno di legge (Ddl n. 2117) in tema di tutela della sicurezza degli operatori sanitari e socio-sanitari nell’esercizio delle loro funzioni. II ddl prevede l’istituzione di un osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie e stabilisce pene aggravate per i casi di lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale sanitario. Il testo è stato approvato all’unanimità al Senato ed è ora alla Camera. Si condivide pienamente lo spirito del disegno di legge, scive Camicioli,  ma le misure adottate e quelle previste sono sufficienti? L’Italia, notoriamente, è il paese dove si fanno leggi che nessuno rispetta e nessuno fa rispettare.

Il fenomeno delle aggressioni

7 Colli analizza il fenomeno. Le aggressioni avvengono contro il personale del 118, nei pronto soccorso, nel dipartimento di salute mentale, in pediatria e neonatologia. E anche nei servizi di assistenza domiciliare, nella guardia medica e nei servizi di front office. Quali sono le cause che sono alla base delle aggressioni? Sono di varia natura. Nella maggior parte dei casi, spiega 7 Colli,  le violenze sono poste in essere da due categorie di soggetti. La prima è rappresentata da persone con problemi psichici, da sbandati o da soggetti che fanno abuso di sostanze. La seconda riguarda pazienti o loro parenti che hanno una reazione esagerata per varie cause. Quali sono i problemi che sono alla base del fenomeno? Il primo problema, scrive Ivo Camicioli, è il disagio sociale crescente. La presenza di sbandati e di soggetti che fanno abuso di sostanze è in costante aumento. Le strutture deputate a trattare questi casi non ci sono o non sono sufficienti pertanto gli ospedali sono spesso l’unico punto di approdo per queste persone. Questo problema si sovrappone a quello della mancanza di sicurezza che riguarda ormai tutto il territorio nazionale.

Violenza contro medici e infermieri, le possibili cause

Poi c’è la crisi. Molte famiglie sono in difficoltà e per le cure si rivolgono agli ospedali intasando i pronto soccorso. Ne consegue, si legge ancora,  il sovraffollamento dei pronto soccorso, le ambulanze bloccate perché non possono scaricare i pazienti, le attese estenuanti in barella per i pazienti e in sala d’attesa per i familiari, spesso senza avere notizie.
C’è poi il piano di rientro per il disavanzo della sanità che ha determinato il blocco delle assunzioni e la riduzione delle prestazioni a cui si sommano le varie “spending review” (2012 e 2014).

Cosa bisogna fare?

Ben venga, si legge ancora su 7 Colli,  la legge che aumenta le pene, ma non basta, soprattutto se poi, come sempre in Italia, nessuno la fa rispettare. La prima cosa da fare è aumentare i controlli. In ogni pronto soccorso deve essere istituito un posto di polizia fisso h 24 così come c’era fino agli anni ‘90. Occorre poi intensificare il servizio di vigilanza armata e di video sorveglianza. Un altro intervento importante da effettuare riguarda l’informazione e l’accoglienza. È stato dimostrato che buona parte dei contenziosi e delle aggressioni sono determinate dalla mancanza di informazioni o da difetti di comunicazione.

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