Taglio dei parlamentari, salta il deposito in Cassazione delle firme per il referendum. Quattro senatori si sflano

giovedì 9 gennaio 13:14 - di Redazione
taglio parlamentari

Quattro senatori si sfilano E slitta il deposito in Cassazione delle firme per il referendum sul taglio del numero dei parlamentari. L’appuntamento fissato per questa mattina è stato rinviato. Dovevano essere 64, la soglia minima per richiedere il referendum confermativo. Ovvero un quinto deli eletti del Senato come recita l’articolo 138 della Costituzione. Ne erano state raccolte 66. E invece all’ultimo i conti sono saltati.

«Alcuni, credo 4, hanno ritirato la firma. Ma altri hanno chiesto di aggiungersi», piega Andrea Cangini di Fi tra i promotori della raccolta. «Per questo ci è sembrato corretto riaprire i termini della raccolta firme e chiedere un nuovo appuntamento in Cassazione». Il termine per il deposito in Cassazione è il 12 gennaio. Una corsa contro il tempo per la legge, fortemente voluta dai 5Stelle, approvata lo scorso 10 ottobre.

Taglio parlamentari, slitta il deposito in Cassazione

Dal deposito la Cassazione avrà un mese di tempo per verificare le firme. Poi la parola passerà al governo. Che avrà due mesi per indire il referendum che non prevederà quorum. Le elezioni potrebbero tenersi quindi tra maggio e giugno. E potrebbero avere ripercussioni importanti sulla tenuta del governo Conte.

La legge bandiera dei pentastellati prevede un taglio lineare del numero dei deputati. Che passeranno dagli attuali 630 a 400. E dei senatori, da 315 a 200. L’istituto dei senatori a vita è conservato ma è fissato a 5 il numero massimo.

Venerdì, invece, sarà il Partito Radicale a consegnare le firme raccolte tra gli elettori per la stessa richiesta. Seguirà conferenza stampa, alla quale saranno presenti il segretario e il tesoriere del Partito Radicale, Maurizio Turco e Irene Testa, oltre che parlamentari, cittadini e militanti del partito.

Elezioni anticipate più vicine

Secondo alcuni osservatori con questa mossa si accrescono le possibilità di andare al voto prima del referendum, perché si andrebbe a votare com la legge attuale. Avendo a disposizione gli attuali 945 parlamentari. Uno stratagemma per quanti non vogliono mettere a rischio la rielezione. Per il M5s, che della riforma hanno fatto un cavallo di battaglia, grazie al taglio dei parlamentari si risparmierebbero circa 500 milioni di euro a legislatura.

Commenti

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  • FAUSTO 10 gennaio 2020

    eliminiamo anche i senatori a vita.

  • giovanni vuolo 9 gennaio 2020

    Se andassero a casa presto, senza maturare una pensione immeritata per quello che stanno combinando, risparmieremmo molto di più. Senza contare quante disgrazie farebbero risparmiare agli italiani.

  • Laura Prosperini 9 gennaio 2020

    la Politica necessita di un ritorno in grande stile, basta con l’immeneschimento delle Politica e delle Istituzioni, si torni ad una maggiore attenzione per la qualità della Politica e per la Politica (e, perché no, anche per i Politici).
    Poco pagare poco avere questo ormai dovrebbe essere chiaro a tutti (anche a quelli che si fanno solleticare dai media per un impoverimento, un risparmio, uno sconto sulla Politica) questo porta ad avere una politica del Discount i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti (e nelle tasche, ormai desolatamente vuote di noi cittadini.
    Altro che risparmio, tagliare i costi porta al fallimento anche in Politica e quindi il fallimento dei cittadini.
    (v. Alitalia, v. Autostrade etc.etc.)

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