Stazione Tiburtina, arrestati cinque corrieri della droga: sono tutti stranieri e irregolari

domenica 26 gennaio 22:42 - di Redazione
immigrati alla stazione tiburtina

Stazione Tiburtina, blitz anti-droga. E corrieri e spacciatori sono quasi sempre stranieri. Trentacinque chili di marijuana sequestrati e 5 corrieri della droga in manette. È il bilancio dei controlli dei Carabinieri della Compagnia Parioli che per 48 ore hanno passato al setaccio tutta l’area della stazione Tiburtina. Il primo a finire in manette è stato un cittadino nigeriano, di 25 anni, irregolare. È stato ”pizzicato” nei pressi della stazione Tiburtina, con poco più di un chilo di droga, avvolta in un involucro di cellophane, custodito all’interno dello zainetto.

I Carabinieri qualche ora più tardi, hanno fermato un cittadino romeno di 24 anni, residente a Roma e con precedenti penali, bloccato per un controllo alla circolazione stradale, mentre a bordo della propria autovettura. Nel corso della perquisizione personale e veicolare i militari hanno rinvenuto e sequestrato, nel portabagagli, un involucro di cellophane contenente poco più di un chilo di marijuana e circa 100 euro in contanti.

Stazione Tiburtina, fermati 4 nigeriani e un romeno

Poi i militari hanno notato un altro nigeriano di 19 anni, residente a Roma, regolare sul territorio nazionale, con precedenti, allontanarsi velocemente con fare sospetto. Una volta raggiunto i carabineri lo hanno fermato e identificato. Nello zaino i militari hanno rinvenuto oltre un chilo di marijuana avvolta nel cellophane, e la hanno sequestrata.

Infin, i Carabinieri hanno arrestato altri due cittadini nigeriani di 34 e 35 anni, senza fissa dimora, disoccupati e con precedenti. Al termine di un controllo, all’interno della loro autovettura, i militari hanno rinvenuto 31,5 chili di marijuana, in 15 involucri celati nel portabagagli e 1.650 euro. Tutti gli arrestati, devono rispondere del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I primi 3 sono ora nelle celle di sicurezza in attesa del rito direttissimo, gli ultimi due sona a Regina Coeli, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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