Si dimette l’assessore Galardini: aveva definito “fascisti” i poliziotti

venerdì 24 Gennaio 17:00 - di Redazione

Si è dimesso l’assessore alla cultura di Montale (Pistoia) Alessandro Galardini finito al centro di una polemica per presunte offese alle forze dell’ordine accostate al termine “fascisti”. Un fuori onda che aveva inguaiato l’assessore, un microfono era restato aperto e in un audio del consiglio comunale si sentiva la frase incriminata.  “Ho sempre odiato i poliziotti, sono fascisti”. Secondo Galardini, che aveva parlato alla Nazione, “quella frase è estrapolata dal contesto, in una conversazione del tutto privata durante l’intervallo dei lavori del consiglio”.

Fratelli d’Italia ne chiede le immediate dimissioni

Fratelli d’Italia aveva chiesto immediatamente le dimissioni di Galardini. E oggi ha dato la notizia delle dimissioni dell’assessore. Il senatore Fdi Patrizio La Pietra e il segretario generale del Sindacato autonomo di polizia (Sap) Stefano Paoloni commentano così. “Le dimissioni dell’assessore Galardini sono un atto dovuto e scontato”, sottolinea La Pietra in una nota.

“Rimane, tuttavia, il dato politico della bocciatura della mozione presentata dal centrodestra per intitolare una via ai caduti delle forze dell’ordine. La responsabilità politica di questo atto, peraltro perfino più grave della frase offensiva dell’assessore, è di tutta la giunta e soprattutto del sindaco”.

Lascia anche per il sindaco, oltre Galardini?

La Pietra continua così. “Sarebbe necessario che il sindaco per primo presentasse le sue dimissioni”. Per Paoloni, “chi nutre questi pregiudizi di natura ideologica contro i servitori dello Stato, non può rappresentare le istituzioni. Rassegnare le dimissioni era l’unica cosa da fare dopo quella frase infelice. Abbiamo appreso che il sindaco di Montale si è dissociato dalle esternazioni di Galardini, porgendo formali scuse al questore di Pistoia. Apprezziamo il gesto sperando serva da esempio. I poliziotti e la polizia di Stato – conclude – non hanno colori e sono al servizio del paese e a garanzia delle sue leggi”.

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