Se la montagna diventa un incubo. Bambino di 9 anni precipita da un rifugio in Valbondione. È molto grave

sabato 4 gennaio 18:02 - di Redazione
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La montagna sta diventando un incubo. Nuova sciagura, stavolta in Valbondione. Un bambino di nove anni, C.P., è precipitato mentre si trovava nei pressi del Rifugio Mirtillo, in Valbondione (in provincia di Bergamo), riportando un grave trauma cranico. Il piccolo ha perso coscienza ei medici del 118 lo hanno intubato, per poi trasportarlo in codice rosso con l’elisoccorso all’ospedale pediatrico di Brescia.

Numerosissimi i soccorsi in montagna

Si apprende che sono stati già 70 i soccorsi nel corso della stagione sciistica. Operati dal servizio di sicurezza e soccorso in montagna della polizia operante sui poli gestiti da Promotur (Sappada, Tarvisio, Sella Nevea e Ravascletto Monte Zoncolan). Tra questi, ci sono un ferito fuori pista sul monte Tamai, recuperato con l’ausilio della barella e il ricovero di un ragazzo di 11 anni che ha urtato le barriere di protezione ed è ora all’ospedale di Udine in elicottero. Sono stati anche rinvenuti e restituiti ai proprietari cellulari e un portafoglio con quasi mille euro. Durante tutto il periodo delle feste cii sono stati oltre 5.000 ingressi giornalieri.

Non fermarsi oltre chiusura negli impianti

La polizia raccomanda particolare attenzione ai molti avventori che tendono a fermarsi nei locali oltre l’orario di chiusura degli impianti. È una situazione molto pericolosa perché a quell’ora inizia la battitura delle piste con mezzi cingolati e l’impiego di cavi d’acciaio da cui scendendo a pista chiusa, si rischia di morire tranciati. Alcuni anni fa – ricorda ancora la polizia – due persone che si erano dilungate in un locale, scoperto che non c’erano più servizi per il rientro, si sono avventurate nei boschi nel tentativo di raggiungere Ravascletto. Ma uno di loro è scivolato in un canalone perdendo la vita. I gestori devono quindi sospendere la somministrazione e la musica almeno 15 minuti prima del termine concesso dal gestore delle piste. E annunciare più volte la chiusura del locale e agli sciatori di portarsi a valle o a monte in tempo utile per l’ultima corsa della funivia.

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