Salvini si indigna, a ragione, contro le sardine che offendono la memoria di Buonanno

sabato 4 gennaio 18:47 - di Francesco Storace
buonanno

E alla fine anche Salvini sbotta, giustamente, contro le sardine che inneggiano all’odio sui social. Vergognose. E chissà come si devono definire quelli che sulle rete sbeffeggiano ancora l’ex parlamentare leghista Gianluca Buonanno, morto tre anni fa in un incidente stradale?

La sua scomparsa commosse tantissime persone, proprio per la sua riconosciuta generosità e la sua grande capacità comunicativa (nella foto sventolava alla Camera banconote contro il provvedimento di Renzi sugli ottanta euro). Lo stesso Salvini gli mandò un saluto deferente e commosso al momento della formazione del governo gialloverde, eppure c’è chi non esita ad offenderne vergognosamente la memoria: “Questa gente è malata”, ha scritto proprio il leader della Lega su Twitter.

Anche Fedriga in difesa di Buonanno

E anche il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha attaccato le volgarità apparse sulla rete. Addirittura si è permesso l’oltraggio ad una persona scomparsa anche Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli e responsabile dei giovani dell’Anpi… Fedriga chiederà proprio all’Anpi di allontanare questo soggetto che si è messo a vergare solidarietà scomposte ad una sua amica di Vercelli, pure lei presidente di Arcigay del suo territorio, che in un post su Facebook il 1 gennaio aveva utilizzato provocatoriamente la foto del parlamentare leghista morto, giocando persino sul cognome.

E Repubblica difende questa gentaglia

Ma non è finita, perché ci si è messa pure Repubblica a difendere la “signora”, scrivendo nel suo caso che una sardina vercellese finisce nel mirino della macchina social di Matteo Salvini. Cioè Giulia Bridget Bodo, nota per il suo impegno nell’Arcigay locale, non ha sbagliato, ma magari diventa una martire dei sovranisti. Penoso.

“Buonanno a tutti i leghisti”… Un disgustoso gioco di parole che non è, ovviamente, piaciuto ai militanti del partito di Matteo Salvini, né a qualunque persona di buonsenso. E si è ovviamente beccata gli insulti che meritava. L’attivista politica – una sardina appunto – però, per la felicità dei cronisti di Repubblica, “non s’è lasciata impressionare né dalla quantità di aggressioni né dalla loro volgarità, accettando lo scontro social con messaggi altrettanto sopra le righe: ‘Dal mio punto di vista chi è merda da vivo, da morto rimane tale: si chiama coerenza’. Gentaglia, ecco che cosa sono queste sardine protette da Repubblica.

Commenti

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  • Antonio 5 gennaio 2020

    Semplicemente canaglie e sciacalli, i morti si lasciano riposare in pace.

  • Luciano 4 gennaio 2020

    Nessuno ricorda che Buonanno ha avuto il coraggio di denunciare al parlamento europeo l’eurotruffa mostrando a tutti un bel rotolo di cartaigenica. Qualche tempo dopo, fatalità, è incorso in uno strano incidente automobilistico mortale.

  • maurizio pinna 4 gennaio 2020

    Ho conosciuto Buonanno una decina di anni prima che morisse. Al di là delle battute da vecchia Lega era veramente un buono, inoltre, a differenza di molti politici non si sottraeva mai al confronto con la gente ed era sempre disponibile. Un episodio la dice lunga. L’ UISP vercellese aveva necessità di reperire piscine per organizzare una certa terapia a favore di ragazzini disabili mentali e la Provincia Vercellese era molto carente in materia, Buonanno aveva subito pensato a Borgosesia, ma le precedenti giunte “compagne” avevano ridotto gli impianti all’inefficienza, allora pur di fare qualcosa offrì la piccola piscina di Varallo Sesia che disponeva delle attrezzature necessarie, perché lui non se la sentiva di non fare qualcosa per i disabili: una piccola cosa ma un grande cuore. Spiace sentire svillaneggiare una persona così, d’altronde che aspettarsi da una sinistra che ha nel pedigree donne incinta ammazzate solo perché indossavano la divisa di ausiliarie della GNR, ciechi accoppati alle spalle perché da ex militari non potevano non essere fascisti, cappellani militari assassinati per lo stesso motivo, ecc, fino al mattatoio horror di Piazzale Loreto che nulla aveva da invidiare a certi scenari da lager nazista.

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