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20070107 – ROMA -CRO-  STAMINALI: UNA NUOVA ‘MINIERA’ NEL LIQUIDO AMNIOTICO- Nell’immagine di archivio, un feto in un poster di una campagna pubblicitaria della British Health Education Authority. Il liquido amniotico potrebbe rappresentare una fonte alternativa di cellule staminali per la medicina rigenerativa, potenzialmente migliori sia delle adulte sia delle embrionali. Al suo interno ci sarebbe, infatti, un nuovo tipo di cellule staminali a uno stadio intermedio tra embrionali e adulte e con al suo attivo gli aspetti vantaggiosi di entrambe. E’ la scoperta che corona sette anni di accurati lavori diretti da Anthony Atala della Wake Forest University a Winstom-Salem, Usa, che insieme a Paolo De Coppi, ha isolato le nuove cellule staminali dal liquido scartato dopo l’amniocentesi, il test per rilevare eventuali malattie del nascituro.ANSA/ARCHIVIO/COC

Pro Vita: «Faciliteranno aborti eugenetici precoci. Discriminare i down è civile?»

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  1. Pino ha detto:

    Ho un controverso rapporto con il ‘fuori norma’, lo ammetto. Sin da giovane per motivi riguardanti il reperimento di risorse (anni 60) destinate alle strutture d’accoglienza degli abbandonati ho avuto palese la mancanza di un dio, dio che pregavo in chiesa, ma del quale percepivo chiara l’inesistenza davanti all’enormità del: ‘creato a sua immagine e somiglianza’ che era testimoniata come falsa, dai fatti ! O quel dio, non era quello che ci proponeva mentendo la chiesa cattolica, o non era. Per giungere a quest’anno, in cui ho definitivamente chiusa la mia disponibilità al ‘sociale’ . Faccio parte di una vasta pluricentenaria associazione creata da un santo al rientro dalle crociate, evento che per ironia rappresentava benissimo la mia percezione della cristianità. Il cristo in croce, quel cristo che morente consegnava al dopo, al futuro, la sua vita su di un legno che, altrettanto da sempre intendo quale impugnatura della spada con cui una cristianità avrebbe dovuto difendere la Sua dottrina ed il Suo ricordo. Tradito, tutto tradito, dalla cattolica secolare chiesa romana. Ormai sul finire del cammino, momento in cui l’insieme delle debolezze spingerebbe a sostenere tutto quanto possibile per il mantenimento in vita, comprendo quanto più umano, legittimo, gioioso, dignitoso sia poterlo fare con tutte le potenzialità a disposizione propria e di tutti gli altri esseri umani che mi circondano. Umano voler vivere e far vivere una buona vita in possesso delle proprie potenzialità piene? Per me si ! Sono consapevole di quanto questa teoria mi possa avvicinare a concetti di selezione che nel secolo scorso sono stati usati erroneamente per cancellare parti di umanità da soggiogare ma, solo menti deboli ed incapaci di mantenere lucidità di tragitto così lo possono percepire. Per volontà biologica di evoluzione della specie ci misceliamo fra esseri umani cercando inconsapevoli il miglior compromesso che ci faccia evolvere, migliorandoci. Perché, in nome di sfruttamento successivo delle altrui debolezze, tutti dobbiamo vivere sottraendoci alla naturale millenaria scelta insita nella nostra biologia. Scegliere la vita? Essere a favore della buona vita? Ebbene, in tarda età (75 anni) sono ormai convinto che la risposta è si !

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di Redazione - 14 Gennaio 2020