Pietro Anastasi, la vergogna di una Lega di A che non lo commemora su tutti i campi

martedì 21 gennaio 14:13 - di Redazione
Anastasi

Una vergogna. Pietro Anastasi meritava l’omaggio su ogni campo di calcio. Ed è sicuro che tutti l’avrebbero omaggiato volentieri. Se non fosse che la Lega di serie A non c’ha pensato. L’ha dimenticato? Sottovalutato? Vergogna già sicura, se solo così fosse. Vergogna doppia, invece, la pezza che hanno trovato a posteriori. Non avrebbero avuto il tempo materiale per allertare tutte le squadre. Tutti i campi di A. Oggi. Oggi, nel 2020. Non all’inizio del secolo scorso. Nell’era della comunicazione immediata. Oggi. Quando tutti viviamo sommersi da mail, sms, whatsapp, streaming, social e quant’altro: vergogna. Pietruzzu lo meritava quell’omaggio. Anzi, lo strameritava. Per ciò che è stato come calciatore e per ciò che è stato come uomo. Anastasi ha reso felici milioni di tifosi. Li ha fatti correre e sudare in suo nome su ogni campo di calcio. Perchè ha regalato anche a questi dirigenti distratti la Coppa Europa, l’unica ad oggi. Ma niente, l’hanno dimenticato. Sottovalutato. È mancato il “tempo tecnico”. Scuse ridicole. Vergona vera. Come vera è stata la rabbia espressa da Claudio Gentile. Con Ciccio Graziani che è stato, se possibile, ancor più duro. E poi Bettega, Nedved, Capello, Morini, Oriali. Tutti. Financo la politica con l’annuncio di una interrogazione da parte di Osvaldo Napoli di Fi. Il disappunto della famiglia l’ha manifestato il figlio di Pietro, Gianluca. Perchè la Lega di serie A ha scelto la via peggiore: ha tentato la giustificazione. Accampando difficoltà tecniche. Sarebbe mancato il tempo per veicolare su tutti i campi il doveroso minuto di silenzio. Che vergogna.

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