Perdere bene è pur sempre una sconfitta. L’Emilia Romagna paga la “non-strategia” di Salvini

lunedì 27 gennaio 15:37 - di Mario Landolfi
Salvini

Vero, verissimo: ci sono sconfitte che preparano vittorie e vittorie che somigliano a sconfitte. Ma non è il caso dell’Emilia Romagna. A urne chiuse, propaganda finita: scatta, anzi, il momento della verità. E dell’analisi spietata. Perché è vero che spesso è proprio il medico pietoso a far morire l’ammalato. La premessa è un po’ lunga ma quanto mai necessaria, visto che sul risultato dell’Emilia Romagna, a cominciare da Matteo Salvini, gran parte del centrodestra si è già messo in modalità struzzo. E chi non lo è, ricorda molto da vicino «quelli che abbiamo perso la guerra per un pelo. Oh yes», immortalati da Enzo Jannacci. Sarà anche consolatorio, ma sempre sconfitta è. Si tratta semmai di capirne le ragioni.

Occorreva un Guazzaloca-bis

La prima è la candidata, Lucia Borgonzoni, apparsa subito priva di valore aggiunto. Laddove occorreva il bis dell’operazione Guazzaloca, cioè disarticolare il ferreo sistema di potere rosso, Salvini ha pensato di vincere imponendo un proprio quadro di partito. Esattamente quello che non ci voleva. Il resto dell’opera lo ha completato lui con una campagna elettorale tutta politica che sembrava fatta apposta per far emergere il profilo di buon amministratore di Stefano Bonaccini. E questa è la seconda ragione: la pretesa di scansare i problemi del territorio in elezioni diverse da quelle politiche, defilandosi lungo la scorciatoia dei temi nazionali. Va bene per riempire le piazze, meno per vincere nelle urne.

Salvini ha pensato più alla Lega che alla coalizione

La terza ragione è figlia della seconda: la “nazionalizzazione” di una campagna elettorale regionale porta fatalmente ad oscurare il candidato governatore a tutto vantaggio del leader politico. Salvini ha esasperato a tal punto questo dato da apparire per lunghi tratti della contesa elettorale come un uomo solo. E, si sa, da solo a isolato il passo è breve. Il leader leghista, del resto, è lo stesso che ha segato il ramo sul quale era seduto – il Conte 1 – senza averne calcolato le conseguenze. E senza neppure consultare i suoi tradizionali alleati, FdI e FI. Infatti, è finito con il sedere per terra. In Emilia Romagna, invece, ha dato l’impressione di coltivare come principale obiettivo più il risultato della Lega che la vittoria della coalizione, di cui è leader. Sua, infatti, è la scelta della candidata, sua è l’impostazione della campagna elettorale. Sua, perciò, è la sconfitta. In politica funziona così.      

Commenti

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  • ADRIANA QUIRICO 28 gennaio 2020

    Non voglio difendere Salvini a tutti i costi. A risultati finali è facile fare le critiche ma, detto fra noi, chi avrebbe onestamente pensato a un risultato diverso, specialmente dopo i sondaggi di quasi parità? Nessuno avrebbe pensato che il sistema si sarebbe attivato al 100% per ribadire la presidenza di Bonaccini? In Emilia Romagna? Suvvia, quando avete visto raddoppiare l’affluenza non penso abbiate pensato che erano elettori di cdx! Salvini ha certamente fatto errori ma le altre forze del cdx quanto hanno appoggiato la Bergonzoni per la quale non avevano molta stima? E se lui avesse fatto una campagna diversa i risultati potevano essere diversi? Può darsi, ma di poco. Basta vedere il comune di Bibbiano…

  • lupo solitario 28 gennaio 2020

    Non credo che sia una così dura disfatta. La sinistra in Emilia-Romagna era abituata a percentuali Bulgare (70%…) in queste elezioni ha avuto la vera paura di perdere la regione simbolo della più radicale sinistra italiana. E allora cosa ha fatto? Ti ha organizzato in un batter d’ali un certo movimento ittico che ha giocato fuori dalle regole e che ha mandato al voto un buon 15% di elettori in più tutti rappresentanti di quella sinistra con le gambe tremolanti. Dobbiamo invece far tesoro dell’esperienza Subita e a nostra volta organizzare un bel movimento fuori dalle regole che sprona i nostri pigri elettori ad recarsi alle urne

  • giovanni vuolo 28 gennaio 2020

    Ormai in Italia votano tunisini, marocchini, sudafricani, etc. A cosa serve li ius soli? Vogliamo davvero essere colonia africana? Delinquenti, traditori della Patria. Io sto con Salvini, e non c’è la controprova che se non avesse citofonato le cose sarebbero andate meglio; può darsi che abbia raccolto tanti voti da parte delle famiglie che vivono il dramma della droga. Inoltre si sta mandando al rigo il leghista per una citofonata, e si applaude alla criminale Raketa e, molto più grave, agli idioti piedini che si sono resi complici. Quello si che è una reato; ma in un’Italia sottosopra, dove vengono condannate le vittime e lodati i carnefici, non c’è da stupirsi.

  • mario 28 gennaio 2020

    analisi molto corretta e pertinente

  • rino 28 gennaio 2020

    Che delusione! Salvini si dimostra sempre più di non essere all’altezza della situazione e con il suo partito, che è il più forte, la destra perde terreno.

  • Fausto Maria de Filippis 28 gennaio 2020

    Buongiorno. Devo ammettere che questo articolo mi ha un pò sorpreso. Comunque va bene così. Ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, ma mi ricorda un pò “la volpe e l’uva”. E’ un “j’accuse” che non fa certo bene al CDX anche perchè, se si fosse vinto in ER, non staremmo qui a discutere. Se proprio vogliamo dirla tutta, meno male che la Lega ha ottenuto questo risultato, poichè, con tutto il rispetto che ho per la Meloni e Berlusconi, non posssono certo, al momento, essere considerati le forze trainanti del CDX, che è una coalizione con diverse anime, ma tutte orientate ad un solo scopo ed articoli di questo genere non aiutano di certo. Concordo pienamente con il commento di Giovanni Vuolo.

    • Francesco Storace 28 gennaio 2020

      E’ un’analisi onesta

  • giovanni vuolo 27 gennaio 2020

    Ma perché questi piagnistei ? Abbiamo asfaltato la sinistra in Calabria, il PD ( anche se in Emilia non ho visto nessun simbolo) ha perso il 10% rispetto alle altre regionalii, nonostante l’appoggio delle liste civiche e del voto disgiunto. Io proprio non vedo alcuna Caporetto.

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