Nello scontro sui rifiuti di Roma c’è un grande assente: si chiama Arpa ma sulle discariche tace

sabato 4 gennaio 10:57 - di Andrea Giorni

Nel gran bordello sui rifiuti di Roma c’è un grande assente, sta dalle parti della regione Lazio e si chiama Arpa. L’agenzia che ha il compito di intervenire praticamente su tutto, pare silente sul grande, grave tema delle discariche a Roma. La denuncia viene dal sito fb 7colli che pubblica un articolo sulla latitanza dell’ente regionale.

Le continue giravolte della Raggi turbano i romani nei quartieri già colpiti da presenze pesanti dal punto di vista ambientale. Ora, dopo Falconara e Tragliatella, c’è la rivolta dei cittadini di Ponte Galeria. L’assenza di una politica seria sui rifiuti porta ogni territorio a difendersi dai colpi di mano tentati dal Campidoglio.

Sui rifiuti non si può decidere senza un supporto tecnico

Ma, scrive 7colli, il sito per una nuova discarica, o per cambiare i codici dei rifiuti conferibili in un sito già esistente, può essere deciso così su due piedi, senza un supporto tecnico?

“La normativa è chiara. Serve una conferenza di servizi, dove siedano attorno a un tavolo Regione, Comune di Roma, Città metropolitana e comuni confinanti. Con la presenza di ARPA Lazio, l’Agenzia per l’ambiente, che deve dare il suo parere tecnico obbligatorio. Magari con qualche dato complessivo su valle Galeria, qualità dell’aria, inquinamento delle falde acquifere per il percolato della ex discarica di Malagrotta, e molto altro ancora.

L’Arpa ha il dovere di dire la sua

C’è un modo per scavalcare questa procedura? Certo, come purtroppo spesso accade in Italia. Se c’è l’urgenza, e la variazione (sulla quantità e il tipo di rifiuti che andranno in discarica) non è sostanziale, basta una determinazione dirigenziale. Cioè il dirigente firma, e intanto la discarica si fa.

Ecco, su questo punto serve da subito la massima chiarezza. Se Comune e Regione confermeranno la scelta sciagurata di monte Carmevale per la nuova discarica di Roma, i cittadini di valle Galeria, oltre alle legittime proteste, potranno fare qualcosa in più. Chiedere che chi deve decidere ci metta la faccia. E che ARPA Lazio dica la sua nelle sedi competenti. E se il giudizio tecnico sara’ negativo la discarica in quel sito non si potrà fare. Per ora, e per sempre”.

Commenti

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  • Giovanni 5 gennaio 2020

    Perché allora il comune decide in proprio?

  • Emergenza Coronavirus

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